8 anni fa la sceneggiata di Cala e gli alberghi sottomarini

8 anni fa la sceneggiata di Cala e gli alberghi sottomarini

Era una fredda e piovosa mattina di febbraio e la mente dei tifosi granata era rivolta alla trasferta di Pavia, ma soprattutto al destino di una società che sembrava davvero sull’orlo del fallimento, che non pagava gli stipendi da diverso tempo e che stava per beccarsi l’ennesima penalizzazione in classifica. Facendo zapping sui vari canali

Era una fredda e piovosa mattina di febbraio e la mente dei tifosi granata era rivolta alla trasferta di Pavia, ma soprattutto al destino di una società che sembrava davvero sull’orlo del fallimento, che non pagava gli stipendi da diverso tempo e che stava per beccarsi l’ennesima penalizzazione in classifica. Facendo zapping sui vari canali locali, però, ecco comparire dopo mesi di assenza e silenzi il presidente Antonio Lombardi, accompagnato dall’addetto stampa Massimiliano Amato, dal responsabile dell’area marketing Giuseppe Bruno e da un imprenditore italo-americano che rispondeva al nome di Joseph Cala. Nella gremita sala convegni del Grand Hotel, il patron annunciava la cessione dell’intero pacchetto azionario della Salernitana Calcio e dei beni immateriali acquisiti a mezzo asta un anno e mezzo prima attraverso l’Energy Power, società facente capo allo stesso Lombardi. “Le trattative serie si fanno in silenzio e non su telemarket, questa è durata sette mesi e nessuno sapeva nulla. Non ero certo attaccato alla poltrona, oggi è un giorno di festa perchè lascio la Salernitana nelle mani di una persona che può fare meglio di me. State vicini alla squadra e cercate di creare un clima positivo per questo nuovo imprenditore” disse il numero uno dell’Ance, rispondendo anche alle incalzanti domande dei giornalisti.

Quando Cala parlò di “serie A in 2 anni”, “Settore giovanile stile Boca Juniors”, “Stipendi pagati a breve tempo e investimenti milionari per una grande tifoseria”, a Salerno sembrava di sognare e la notizia fece rapidamente il giro di tutte le tv italiane e internazionali. E quante ne accaddero in quelle ore così convulse: dall’esonero in diretta tv del ds Salerno alla promessa di andare in curva con gli ultras per Salernitana-Spal a un lungo confronto con Breda durante il quale il vulcanico neo-patron si dilettò in analisi tattiche e suggerimenti tecnici “perchè sono molto competente e conosco uno schema che ci farà fare tanti gol. Il nostro allenatore ha carta bianca, è uno dei migliori coach d’Italia a patto che si senta libero di scegliere”. Con il passare dei giorni tutto apparve meno chiaro e i tifosi iniziarono a temere che tutto fosse un clamoroso bluff: Cala, alla fine, non pagò nulla “perchè sono emerse cose delle quali non ero a conoscenza, toccherà a Lombardi risolvere tutto con i diretti interessati”, mentre il contratto veniva di fatto annullato perchè prevedeva il pagamento degli stipendi entro una settimana dall’acquisizione. “Una vicenda della quale tutti i protagonisti dovrebbero vergognarsi, ora capirete perchè da tempo sembra che mi sia allontanato dalla Salernitana. Il nome di Salerno non venga associato a queste buffonate” disse il Sindaco Vincenzo De Luca, sdegnato per quanto accaduto e poi protagonista del famoso bando che permise al calcio cittadino di ripartire con due nuovi imprenditori. Anche questa è storia, chi seguiva la Salernitana all’epoca non avrà certo dimenticato. Un po’ come accaduto invece per Aliberti, uno che ha guadagnato tantissimo e che è riuscito ad accumulare 30 milioni di euro di debiti comportando il primo fallimento della storia granata e le trasferte in terza categoria. Oggi lo rimpiangono, stranezze di una città talvolta senza equilibrio e memoria storica.

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