Casasola: “A con la Salernitana e Nazionale italiana. Quando marcavo Messi…”. Sui cross…

Casasola: “A con la Salernitana e Nazionale italiana. Quando marcavo Messi…”. Sui cross…

Protagonista assoluto di questo avvio di stagione pur impiegato in un ruolo non propriamente adatto alle sue caratteristiche, Tiago Casasola ha rilasciato una lunga e interessante intervista a 360° ai colleghi della Gazzetta dello Sport: “Mi trovo benissimo a Salerno, è una piazza che mi ha accolto con affetto e spero di ripagare la fiducia

Protagonista assoluto di questo avvio di stagione pur impiegato in un ruolo non propriamente adatto alle sue caratteristiche, Tiago Casasola ha rilasciato una lunga e interessante intervista a 360° ai colleghi della Gazzetta dello Sport: “Mi trovo benissimo a Salerno, è una piazza che mi ha accolto con affetto e spero di ripagare la fiducia della gente e della società. Sto giocando tanto in questo periodo, devo ringraziare mister Colantuono perchè è un allenatore con le idee chiare e che mi sta aiutando molto a migliorare. In fase difensiva sto lavorando bene, l’unica pecca è che crosso tanto e spesso sono impreciso. Sono uno a cui piace fare anche gol, ma quando sforno un assist per i compagni provo una sensazione ancora più bella. Quello che conta, però, è il bene collettivo. Il campionato di B è molto difficile e ci sono sempre squadre molto attrezzate, ma la Salernitana ha conquistato 13 punti in 8 giornate battendo avversari di un certo livello come Verona e Perugia e fermando sullo 0-0 il Palermo. Il sogno è andare in serie A con questa maglia. Sono una persona ambiziosa e so che mi segue la nazionale argentina, ma in futuro non mi dispiacerebbe indossare la maglia dell’Italia: ho parenti italiani, teoricamente è possibile. Nella mia carriera mi sono tolto diverse soddisfazioni. Ho marcato Messi, Higuain e Aguero nel 2014, ma non era facile. Ero tra gli sparring dell’Argentina ed era una situazione particolare: avevamo paura di alzare i ritmi e allo stesso tempo rischiavamo una brutta figura se non davamo il massimo. C’erano tanti talenti, mi fa piacere essere cresciuto calcisticamente in quel contesto. Nelle mie vene, però, scorre anche sangue azzurro”. 

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