Centenario, celebrazioni che non possono dividere

Centenario, celebrazioni che non possono dividere

Il 19 giugno si avvicina e tutta la città si prepara a vivere con grande trasporto emotivo un evento storico, meraviglioso, capace di riavvicinare alla Salernitana anche quei tifosi che non vengono allo stadio da tempo, ma che restano profondamente innamorati della maglia granata e del cavalluccio marino. In queste settimane ci sono state una

Il 19 giugno si avvicina e tutta la città si prepara a vivere con grande trasporto emotivo un evento storico, meraviglioso, capace di riavvicinare alla Salernitana anche quei tifosi che non vengono allo stadio da tempo, ma che restano profondamente innamorati della maglia granata e del cavalluccio marino. In queste settimane ci sono state una serie di apprezzabili iniziative dedicate alla Bersagliera: la presentazione di un libro sulla storia della casacca (con aneddoti di ogni genere e le parole di Aliberti 14 anni dopo l’esclusione dalla B), il progetto “CentoxCento Granata” che ha permesso alla famiglia del compianto Tom Rosati di vivere 24 ore tra lacrime e ricordi in quel Vestuti che era fortino inespugnabile per tutti, l’esposizione di 100 maglie originali della Salernitana da parte del collezionista Salvatore Clemente, l’impegno dell’amministrazione comunale che ha chiesto ai ragazzi del liceo artistico di creare un logo apposito che accompagnerà le celebrazioni, il modo migliore per far capire anche ai giovanissimi cosa significhi il centenario per tutta la città e per la provincia che aderirà con il consueto senso di appartenenza. La Salernitana, al momento, è piuttosto e gravemente assente: nessuna conferenza stampa per esporre il programma, nessuna iniziativa di marketing, presidenti mai presenti a queste splendide iniziative aggregative e mix di sport e cultura. Del resto se Lotito pensa che la storia si basi sugli anni di militanza in questa o quella categoria c’è poco da meravigliarsi, purtroppo la proprietà è poco empatica e non sorprende questa apparente e si spera momentanea freddezza sulla questione.

Per il futuro previste molte altre iniziative: si dovrebbe ripetere il torneo alla Spiaggia di Santa Teresa tra le vecchie glorie in uno scenario da brividi pronto ad ospitare almeno 3000 persone, sarà proiettato un “docu-film” frutto del lavoro dei giornalisti Franco Esposito e Roberto Guerriero, alcuni club organizzati andranno in giro per le scuole per trasmettere ai ragazzi il valore della salernitanità, tutto mentre l’Arechi sarà rimesso a nuovo pronto ad ospitare eventi di caratura internazionale. Purtroppo anche questo momento che dovrebbe coinvolgere tutti sotto un’unica bandiera sta rappresentando argomento di divisione per chi è abituato a coltivare il proprio orticello senza esaltare il lavoro degli altri. Non ci rivolgiamo, naturalmente, ai tifosi: loro sono la vera storia della Salernitana e già immaginiamo cosa sarà Salerno il prossimo 19 giugno. Ci sono, però, tromboni stonati che predicano unità, cadono nel vittimismo rispetto a presunti torti, ma che iniziative non ne hanno mai fatte e disertano se vengono organizzate “dalla concorrenza”. La speranza, ovviamente, è che Comune e Salernitana formino quanto prima quel famoso comitato utile a raggruppare le idee migliori per sviluppare un unico progetto che cammini nella stessa direzione senza personalismi e che tenga conto dell’ottimo lavoro svolto sin qui da CentoXCento Granata e da altri enti che pensano al centenario già dallo scorso 19 giugno. La morale, però, non arrivi da chi non perde occasione per polemizzare anche su quella che sarà una grande festa, o meglio la celebrazione di un momento incredibile e irripetibile. Non esistano invidie, scelte preconcette o frecciatine a distanza: la Salernitana è un patrimonio di tutti, chi vuole sfruttare la vetrina per alzare polveroni può tranquillamente disinteressarsi all’argomento.

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