La storia. L’ex portiere granata che ha fatto gol e attacca chi parla di pressione

La storia. L’ex portiere granata che ha fatto gol e attacca chi parla di pressione

Nella quasi secolare storia granata c’è un portiere che è riuscito nell’impresa non solo di compiere diverse parate importanti, ma anche di segnare un gol con la maglia della Salernitana. Quando contro il Barletta si presentò sul dischetto l’arbitro lo invitò a tornare in porta perchè non aveva capito fosse lui a dover calciare il

Nella quasi secolare storia granata c’è un portiere che è riuscito nell’impresa non solo di compiere diverse parate importanti, ma anche di segnare un gol con la maglia della Salernitana. Quando contro il Barletta si presentò sul dischetto l’arbitro lo invitò a tornare in porta perchè non aveva capito fosse lui a dover calciare il penalty e, nel post partita, si complimentò per il coraggio e per un’esecuzione non precisa (il tiro era stato respinto, ha realizzato sulla ribattuta), ma efficace. Stiamo parlando di Pietro Valsecchi, numero uno granata negli anni Settanta ricordato dai tifosi con i capelli bianchi come uno dei più forti in assoluto. Nulla di paragonabile con il calcio di oggi “perchè prima ci facevano allenare per parare, oggi i tecnici pretendono che il portiere debba impostare l’azione. Non mi piace per niente questo nuovo metodo che penalizza e non rinforza” come ha dichiarato a Radio MPA. Invitato in occasione della ricorrenza del centenario, Valsecchi ha raccolto l’appello dei club organizzati e ci sarà per godere lo spettacolo di una tifoseria che lo stima e lo ricorda con affetto anche a distanza di tutto questo tempo. Spulciando gli almanacchi e i libri dedicati alla lunga cavalcata dell’ippocampo sembra sia stato l’unico portiere della Salernitana a finire nel tabellino dei marcatori, impresa riuscita in tempi più recenti ai vari Rampulla, Taibi, Iannarilli, Amelia e Brignoli. Valsecchi naturalmente segue ancora i granata, pronostica un pareggio per domenica (“Ma se vince la Salernitana va ancora meglio”) e invita chi parla di pressione a cambiare mestiere: “Se qualcuno si fa intimorire dall’ambiente mentre gioca vuol dire che non può fare il calciatore. Anche ai miei tempi Salerno era una piazza esigente, ma in campo ognuno di noi si isolava da tutto il resto e pensava esclusivamente a battere l’avversario”. Un bel messaggio a mister Gregucci e a tutti coloro che nelle “pressioni” hanno trovato un alibi stagionale.

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