25 milioni al Chievo: la B del futuro è già falsata

25 milioni al Chievo: la B del futuro è già falsata

Se in serie C, dopo anni di confusione, penalizzazioni e fallimenti, hanno finalmente capito che è necessario rivedere le regole (nessun obbligo per gli under, tanto per fare un esempio), nelle altre Leghe continuano ad essere in vigore normative che falsano i campionati ancor prima che finiscano quelli precedenti. Solitamente chi retrocede dovrebbe disperarsi e

Se in serie C, dopo anni di confusione, penalizzazioni e fallimenti, hanno finalmente capito che è necessario rivedere le regole (nessun obbligo per gli under, tanto per fare un esempio), nelle altre Leghe continuano ad essere in vigore normative che falsano i campionati ancor prima che finiscano quelli precedenti. Solitamente chi retrocede dovrebbe disperarsi e programmare il futuro per l’immediata risalita, invece il presidente del Chievoverona (che ad agosto sembrava destinato al declassamento in B per la vicenda dei bilanci gonfiati…tutto finito in una bolla di sapone ovviamente) incasserà 25 milioni di euro…perchè è finito ultimo! Immaginate Juve Stabia e Pordenone, due “piccole” realtà che hanno dovuto fare molteplici sacrifici economici per vincere il torneo di Lega Pro a suon di vittorie e investimenti: come potranno, da neopromosse, competere con gli scaligeri? Una cifra più o meno simile spetterebbe eventualmente a Bologna o Udinese, l’Empoli invece si accontenterebbe di una quindicina di milioni sufficienti per allestire organici…per 2-3 anni di fila!

Se è vero che non sempre spendere tantissimo assicura la vittoria, è altrettanto vero che è assurdo favorire scriteriatamente chi è reduce da un fallimento tecnico e sportivo. Immaginate il Verona, retrocesso dalla A due volte in tre anni e con 50 milioni complessivi di paracadute utili a pagare stipendi faraonici. Una concorrenza sleale, il modo migliore per invogliare sempre meno imprenditori a investire nel calcio. Se dalla B alla C una sorta di paracadute avrebbe senso (non a caso chi retrocede in Lega Pro spesso fallisce successivamente), dalla A alla B si dovrebbe almeno rivedere il criterio di distribuzione delle risorse soprattutto in un’epoca in cui i diritti televisivi garantiscono briciole e mettono quasi sullo stesso piano il bacino d’utenza di Salerno, Foggia e Palermo con quello di Carpi e Cittadella. Per non distruggere i club che retrocedono basterebbe prevedere una rescissione automatica del contratto con tutti i giocatori o dimezzare in automatico tutti gli stipendi: ad ogni categoria un tetto salariale. Viceversa già ci si deve rassegnare a lottare per i playoff e non per la promozione diretta.

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