Amarezza comprensibile, ma no al clima depresso: la prima è vinta, ora crediamoci!

Amarezza comprensibile, ma no al clima depresso: la prima è vinta, ora crediamoci!

Se qualcuno ieri fosse passato casualmente davanti allo stadio intorno alle 23, probabilmente avrebbe pensato che la Salernitana avesse perso. Certo, l’amarezza per il gol subito al 91′ è tanta e sicuramente tutti avevamo assaporato il gusto di un successo netto e che poteva aumentare esponenzialmente le speranze di salvarsi. Purtroppo, però, Zigoni ha gelato

Se qualcuno ieri fosse passato casualmente davanti allo stadio intorno alle 23, probabilmente avrebbe pensato che la Salernitana avesse perso. Certo, l’amarezza per il gol subito al 91′ è tanta e sicuramente tutti avevamo assaporato il gusto di un successo netto e che poteva aumentare esponenzialmente le speranze di salvarsi. Purtroppo, però, Zigoni ha gelato l’Arechi quando la mente di tutti era proiettata alla trasferta di domenica riaprendo un discorso che, in realtà, non era mai stato chiuso. Dopo aver visto un secondo tempo pessimo e rinunciatario è chiaro che le paure aumentano e che anche dopo un successo prevalga il terrore di retrocedere a cospetto di un Venezia che meriterebbe l’oscar per la recita portata avanti in questi giorni. Nulla di illecito, sia chiaro, semplicemente una strategia atta a deconcentrare l’avversario. Solo gli stupidi ci sarebbero cascati, per fortuna Salerno ha aperto gli occhi in anticipo almeno da questo punto di vista. Ad ogni modo proviamo, pur con una tensione incredibile, a guardare il bicchiere mezzo pieno: non era affatto scontato che la Salernitana (4 punti in 11 partite) portasse a casa una vittoria che le permette, pur con tutti i suoi limiti e difetti, di recarsi al Penzo con due risultati su tre a disposizione e in un ambiente molto meno caldo di un Arechi tornato ad essere determinante. Assurdo che quest’anno, tra i vari tormentoni social, si sia fatta strada l’idea che la tifoseria non incida. Gran parte del merito del successo di ieri va attribuito a 13mila persone che hanno dato la spinta giusta per portare a casa il primo round, ma è palese che possa “bruciare” a chi non è venuto che stadio pieno equivalga ancora una volta a vittoria. Ora aspettiamo domenica, con la giuste dose di ansia e preoccupazione. Alle 20 tutto questo finirà e la Salernitana spera di restare in quella categoria conquistata a fatica dopo un quadriennio magico e che in fondo merita ancora. Con la speranza che ci sia un arbitro all’altezza e che l’urlo dei mille granata sovrasti i canti dei 7000 locali….difendiamola! La prima partita è stata vinta, ad ora è l’unica certezza. E non è poco!

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