“Dignità”, ma in C stesse “offese” e stadio pieno

“Dignità”, ma in C stesse “offese” e stadio pieno

In questi anni abbiamo ascoltato tanti tormentoni utili a giustificare la fuga dagli spalti. Dalla multiproprietà all’assenza del marchio passando per i prezzi, le porte chiuse, le maglie tendenti al viola, Delio Rossi in panchina e la succursale della Lazio. Ecco ora spuntare dal nulla la parola “dignità”, per la quale non si è disposti

In questi anni abbiamo ascoltato tanti tormentoni utili a giustificare la fuga dagli spalti. Dalla multiproprietà all’assenza del marchio passando per i prezzi, le porte chiuse, le maglie tendenti al viola, Delio Rossi in panchina e la succursale della Lazio. Ecco ora spuntare dal nulla la parola “dignità”, per la quale non si è disposti a barattare la categoria come poi se retrocedere non fosse poco dignitoso di suo soprattutto nell’anno del centenario. Sia chiaro che la polemica non è nei confronti degli ultras o di quelle persone che hanno viaggiato per tutt’Italia a spese proprie e che ora, soffrendo, hanno deciso di disertare: ci hanno sempre messo la faccia- non certo su facebook- e sono i primi che hanno contribuito alla risalita della Salernitana quando per i più era semplice fuggire aspettando tempi migliori.

A tutti gli altri che si sono riempiti la bocca (o meglio le tastiere) paventando partite già indirizzate contro Carpi e Foggia (zero punti), che immaginavano già una salvezza col Cosenza per l’incasso (come se poi 20mila euro in più cambino le finanze di Lotito e Mezzaroma) o che saranno pronti a dire “tutto scritto” se domenica sera si blinderà la categoria chiediamo: cosa è cambiato nel modus operandi della società dal 2011 ad oggi? Assolutamente nulla. Le offese ci sono sempre state, la storia è stata vilipesa con dichiarazioni fuori luogo, iniziative e marketing sono stati punti deboli, Lotito l’ha fatta spesso fuori dal vaso, il mercato ha seguito sempre determinate logiche e l’assenza sul territorio è problema da sempre sottolineato. Ricordiamo, però, che in C lo stadio era sempre pieno, che nonostante lo sfogo di Mario Somma oggi preso ad esempio c’erano 22mila spettatori per le gare decisive e che la contestazione nei play out con il Lanciano fu preceduta da 26mila biglietti acquistati e 80 minuti di tifo incessante e determinante. Lì la dignità non contava? Come mai ci si accorge solo ora che determinati atteggiamenti meritavano prese di posizione più concrete? E’ troppo evidente che, ormai, per la stragrande maggioranza del pubblico salernitano contano gli obiettivi. Siamo certi che, con una Salernitana seconda in classifica, i più avrebbero tappato entrambe le orecchie e sarebbero accorsi in massa allo stadio.

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