Ipocrisia italiana: Padova insulta Salerno, stavolta nessuno si indigna

Ipocrisia italiana: Padova insulta Salerno, stavolta nessuno si indigna

Abbiamo ascoltato per dieci giorni soloni e malati di vittimismo ed ipocrisia che, per i “buu” teoricamente razzisti rivolti a Koulibaly chiedevano sospensione di campionati, arresti domiciliari, stravolgimento della Costituzione ed ogni sorta di presa di posizione atta a difendere il roccioso difensore centrale. Accade nella Scala del calcio, a danno di un calciatore che

Abbiamo ascoltato per dieci giorni soloni e malati di vittimismo ed ipocrisia che, per i “buu” teoricamente razzisti rivolti a Koulibaly chiedevano sospensione di campionati, arresti domiciliari, stravolgimento della Costituzione ed ogni sorta di presa di posizione atta a difendere il roccioso difensore centrale. Accade nella Scala del calcio, a danno di un calciatore che gioca nel Napoli, e tutti si indignano, alzano la voce e spalleggiano Ancelotti che, riuscendo a vincere poco sul campo, immagina di abbandonare il terreno di gioco in futuro qualora ci fossero ancora cori di stampo razzista. Per due gare su due, però, i padovani possono liberamente offendere Salerno, i salernitani, la maglia granata e il meridione senza che nessuno lo sottolinei a livello nazionale. “Sporchi e terroni” e “Salerno puzza di m…” due degli slogan intonati dai pochi supporters biancorossi che, persa nettamente la sfida a distanza del tifo a cospetto della curva granata (erano in 500 nonostante il pessimo mercato condotto da Fabiani), hanno pensato bene di insultare anche alcuni giornalisti ospiti invitandoli a tornare a casa “perchè siete terroni e qua non vi vogliamo”. Ancor più grave che lo speaker, costretto per due volte a prendere parola, abbia invitato il pubblico locale ad assumere un comportamento più consono “perchè le nuove normative possono comportare la sospensione della partita e la sconfitta a tavolino”. Tradotto: conta evitare lo 0-3, non educare i giovani e far capire che lo stadio non può essere il luogo di sfogo degli imbecilli. Naturalmente il pessimo arbitro Di Martino, che ha concesso 8 minuti di recupero in una gara noiosissima e senza alcun momento di tensione, ha fatto finta di nulla e, al massimo, il Padova se la caverà con una multa e giocherà regolarmente in casa la prossima sfida. Complimenti all’Italia che si indigna per fare notizia e vendere giornali solo se vengono toccate Napoli, Juventus e presunti top player che si dicono pronti a non giocare. Chissà cosa sarebbe successo se fosse stato lo sconosciuto Jallow a mandare tutti a quel paese dopo l’ennesimo buu dalle tribune. Non esiste razzismo di serie A o di serie B. In Veneto si è persa l’ennesima occasione. La prossima volta tutti farebbero bene a tacere.

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