L’intervista- inventata- a Lotito e la poesia scritta al patron

L’intervista- inventata- a Lotito e la poesia scritta al patron

SATIRA GRANATA. Torna a parlare il presidente Claudio Lotito, lo fa alla vigilia di una partita fondamentale come quella di sabato col Cittadella. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni, ovviamente tutte inventate: Presidente, come va? “E come deve annà, sono preoccupato. Sabato ci giochiamo tutto, è una partita decisiva e spero che Milan non ci

SATIRA GRANATA. Torna a parlare il presidente Claudio Lotito, lo fa alla vigilia di una partita fondamentale come quella di sabato col Cittadella. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni, ovviamente tutte inventate:

Presidente, come va?

“E come deve annà, sono preoccupato. Sabato ci giochiamo tutto, è una partita decisiva e spero che Milan non ci faccia brutti scherzi”

E’ apprezzabile che lei viva con questo pathos l’attesa per Salernitana-Cittadella sostenendo Djuric..

“Ma che ha capito, io so preoccupato per la partita della Lazio a San Siro. Ci giochiamo la Champions League e se ci qualifichiamo incasso 30 milioni di euro. Può darsi che poi faccio un regalino alla Salernitana: ve potrei girà Minala a titolo definitivo, un giocatore d’esperienza che non guasta mai”

Dalla Lazio in realtà non sembra che siano arrivati grossi fenomeni..

“Voi avete i vizi da generale e la paga da soldato, le regole le dettiamo io e mio cognato. In 99 anni di storia non avete mai avuto calciatori come Sbraga, Emmanuel, Denè, Luciani, Chirieletti, Berardi, Zampa, Capua e Adeleke. C’è coso che ora è titolare nell’Albania, Luiz Alberto che ha scelto la nazionale brasiliana, prima di me siete falliti undici volte e avete vinto al massimo er derby di Cava dei Tirreni”

Non ci sembra che in questo elenco ci siano calciatori d’eccellenza…

“Già, ha detto bene: siamo ripartiti dall’eccellenza. A Fiuggi c’era un gruppo che sembrava preso dalle scuole elementari, il più vecchio aveva 7 anni. Abbiamo trasformato un impiegato di banca in direttore sportivo, Perrone in allenatore e De Cesare, nelle interviste, ha indovinato pure due congiuntivi. A professò, avete fatto 98 anni in serie C, chi è alto un metro e cinquanta non può diventare un metro e ottanta così come chi ha 20 anni non ne può avere 50. Tranne Minala”

Non è molto normale rinfacciare quanto fatto…

“Io non rinfaccio niente, anzi ho grossa stima di quegli ingrati, smemorati, falliti due volte e lamentosi dei tifosi della Salernitana. Non ho mai rivendicato quello che abbiamo fatto. Certo, effettivamente siamo partiti dall’Eccellenza…”

Presidente, basta! C’è chi pensa siate una succursale della Lazio..

“E mi dovreste ringrazià! Ho pagato 3 milioni di euro per uno che, col nuovo taglio di capelli, somiglia a Renzi e c’ha i piedi più storti della categoria. Ve prometto, però, che in futuro perseguiremo una strada autonoma, a patto che ci siano 10mila spettatori. Nessuna succursale, viva il senso di identità e di appartenenza. Sto scrivendo anche un nuovo inno che presenteremo alla stampa tra poche settimane, ora ve lo canto: Lazio, sul prato verde volaaaa…”

In molti si chiedono perché a dicembre ci sia sempre un calo, qualcuno pensa che la regola sulla multiproprietà incida e che il passo del gambero sia quasi voluto…

“Fantasie metropolitane, nessuna regola vieta alla Salernitana di andare in serie A. Mi chiedo tuttavia con quale criterio pretendete la massima categoria, vi ricordo che siamo ripartiti dall’Eccellenza. Come direbbero i latini “Do ut des”: voi me date 5 milioni di euro d’incasso, io ve prometto che faremo fascià finalmente sta testa a Mezzaroma e vi porteremo più in alto possibile. Ci sono tanti fattori imponderabili. Gli allenatori so tutti pelati e, con l’inverno, la capoccia se raffredda e mi ritrovo Djavan trequartista. Abbiamo preso Gregucci, uno che stava in Nazionale: come posizionava lui i birilli non lo sapeva fare nessuno, non è mica facile distribuire le casacche! Abbiamo perso partite immeritatamente: Calaiò aveva finito il credito e non ha potuto mandare un messaggio ai difensori dello Spezia, Micai col Benevento s’è messo a ridere quando gli abbiamo detto che Lopez era il terzino più forte della B e s’è buttato il pallone in porta, tutte le fidanzate sono incinte e i nostri giocatori arrivano al campo…spompati! L’anno prossimo cercheremo i calciatori come i nostri attaccanti: sterili! E vedrete che Vuletich tra un mese e mezzo farà la differenza”

Presidente, ma tra un mese e mezzo il campionato è finito…

“Appunto, se non gioca può fare la differenza”

Perchè avete riconfermato Fabiani e perchè il settore giovanile non decolla? Diceste sarebbe stato il vostro fiore all’occhiello..

“E ndò lo trovo uno che, per lo stesso stipendio, me fa direttore sportivo, generale, area marketing, servizio steward, biglietteria, sponsorizzazioni e allenatore? Ci confrontiamo sempre, nel 2015 fui io ad avallare l’acquisto di Davide Moro. Non tanto per le qualità calcistiche, ma per risparmiare i soldi del cantante per la festa promozione. Che poi cantammo il “Nessun dorma” e mi prese Terracciano non ce posso fare niente. Quanto al settore giovanile non me pare che negli anni passati avete fatto meglio de me: ho battuto il record di sconfitte consecutive e gol incassati, l’unico bbono me lo so’ portato alla Lazio e ogni tanto riesco pure a far giocare Di Gennaro che, però, nel riscaldamento è uscito per infortunio. I progressi sono evidenti: dagli 11 punti dell’anno scorso ai 12 di quest’anno, non male per chi è partito dall’Eccellenza”

Come pensa di recuperare il rapporto con la piazza?

“Sono loro che devono recuperare il rapporto con me, io con voi ce gioco a palline. Mi avevano promesso 10mila spettatori se avessi riportato il cavalluccio a dondolo, c’era più gente al torneo de Santa Teresa. A proposito, speriamo che si faccia anche quest’anno così posso far fare minutaggio a Cernigoi, Orlando e Vuletich. Il centenario vero inizia dal 19 giugno, ve prometto che entro un anno vinceremo il campionato. Non so ancora di quale categoria, però! Intanto posso dire con orgoglio che i tifosi mi hanno scritto una poesia, ve la declamo:

“Dopo un lungo tira e MEMOLLA siamo giunti ad una conclusione: non siamo SCHIAVI di nessuno e diserteremo. Sappiamo bene che non siamo ancora salvi, abbiamo paura della legAKPRO e, che sia con un autogol o un colpo DI TACCHIO, dobbiamo mantenere la categoria e fare un MAZZARANI così a tutti a partire dal Cittadella. Un tempo la nostra passione era conosciuta ovunque, dai MANTOVANI ai siciliani. Oggi non ci viene DJURIC nemmeno quando facciamo gol e la colpa è della società. Non è la ricchezza a renderti signore: puoi avere MEZZAROMA o una CASASOLA, ma signori si nasce e lei non lo è.  Avete pensato di essere furbi come una VOLPICELLI con l’abbassamento dei prezzi, ma MICAI siamo scemi? Diserzione ad oltranza, poi…se son ROSINA fioriranno. Servirebbe il miracolo di DI GENNARO, ma in questo caso il sangue non si scioglie: ce lo fa buttare!”

Chiudiamo con un appello alla città..

“Noi paghiamo gli stipendi, poi ci sono i fattori imponderabili. Se sabato sarò presente? Sono appena salito sul pullman della Lazio, devo incoraggià i miei giocatori. Mica tengo il dono dell’ubiquità? Me siedo affianco a Inzaghi, quello che per dieci giorni è stato allenatore della Salernitana e che poi ho riportato a Roma prendendo Sannino. Mica male…per chi era partito dall’Eccellenza!”

Altre News