Società, il primo mea culpa: fatti e non parole per riconquistare la gente

Società, il primo mea culpa: fatti e non parole per riconquistare la gente

Fatta eccezione per quel nutrito gruppo di tifosi ormai accecato dalla rabbia- sportiva- è evidente che c’è una fetta di pubblico che ha letto con interesse il comunicato stampa emesso dalla società nel pomeriggio. Se il motivo della contestazione era la mancanza di chiarezza o la volontà di spingere la proprietà a cedere il testimone,

Fatta eccezione per quel nutrito gruppo di tifosi ormai accecato dalla rabbia- sportiva- è evidente che c’è una fetta di pubblico che ha letto con interesse il comunicato stampa emesso dalla società nel pomeriggio. Se il motivo della contestazione era la mancanza di chiarezza o la volontà di spingere la proprietà a cedere il testimone, si può dire che la contestazione stessa assume ora un valore diverso: Lotito e Mezzaroma non solo sono stati chiari come non mai parlando apertamente di serie A, ma hanno deciso di proseguire quasi punti nell’orgoglio. Sia chiaro: alla base di questo cambio di atteggiamento c’è sicuramente la civile e condivisibile contestazione dello zoccolo duro e forse la paura di perdere il pubblico con annessi incassi ha portato la proprietà ad interrogarsi seriamente su quanto fatto in questo quadriennio cadetto per certi aspetti disastroso sotto tanti punti di vista. Nessuno, nemmeno il più “filosocietario”, può farsi commuovere da parole pronunciate al Vestuti pochi giorni dopo la promozione e all’indomani della firma di Sannino, ma la riflessione è un’altra: assodato che nessun coro nè striscione smuoverà dalla poltrona Lotito e Mezzaroma, non è più logico aspettare sulla riva del fiume e giudicare le cose tra qualche mese? Anche perchè alternative non ce ne sono: loro non vanno via, la società ha manifestato l’intenzione di rilanciare e il muro contro muro non porterà da nessuna parte. Lo ribadiamo, prevenendo anche quei commenti social che di costruttivo non hanno nulla: gli ultras, i club organizzati e le singole persone che disertano lo stadio hanno tutte le ragioni per farlo e certo nessuno ha dimenticato i rinfacci, le offese sulla storia e un atteggiamento di ostracismo totale che ha allontanato la gente dalla Salernitana come mai era accaduto nella storia. Il mercato di gennaio resta un fallimento, il quadriennio di B fatto così potevano garantirlo in tanti (anche economicamente meno abbienti) e non andare mai ai play off dal 2015 ad oggi è un flop incredibile. Ora, però, c’è un campionato da chiudere nel modo migliore e un futuro da riprogrammare. Solo il tempo dirà se è un bluff o una vera assunzione di responsabilità, ma siamo certi che Lotito e Mezzaroma siano consapevoli che il loro tempo sarà per davvero finito se non presenteranno alla città e alla piazza una rosa capace di vincere direttamente senza passare per i play off.

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