Società, istituzioni, piazza: tutti vicini alla maglia, la C è l’inizio della fine

Società, istituzioni, piazza: tutti vicini alla maglia, la C è l’inizio della fine

Tutti, o quasi, abbiamo sottovalutato il rischio che si stava correndo. Nessuno è esente da responsabilità rispetto ad una situazione sportivamente parlando drammatica. Un dolore acuito dall’avvicinarsi delle celebrazioni per il centenario che assumerebbero tutto un altro sapore con una retrocessione. Non è ora il tempo di fare bilanci o individuare i colpevoli: Lotito, Mezzaroma

Tutti, o quasi, abbiamo sottovalutato il rischio che si stava correndo. Nessuno è esente da responsabilità rispetto ad una situazione sportivamente parlando drammatica. Un dolore acuito dall’avvicinarsi delle celebrazioni per il centenario che assumerebbero tutto un altro sapore con una retrocessione. Non è ora il tempo di fare bilanci o individuare i colpevoli: Lotito, Mezzaroma e Fabiani hanno fallito e commesso errori di superficialità troppo gravi per una triade così esperta, gli allenatori di questo quadriennio non ci hanno capito nulla tranne Colantuono al quale si deve quasi chiedere scusa), la squadra (abbandonata dalla proprietà e guidata nel peggiore dei modi) ha disonorato la maglia, ma anche la diserzione tardiva e reiterata in nome della “dignità” e il totale silenzio delle istituzioni ha scavato la fossa preparando il funerale calcistico della Salernitana.

Ora, però, la sorte dà la possibilità di giocarsi tutto negli ultimi 90 minuti. In tanti stanno versando lacrime amare, in molti non dormono e l’incubo serie C è dietro l’angolo, ma paradossalmente il destino è ancora nelle mani dei granata e tutti insieme dovremmo spingere la nave in porto per poi pretendere chiarezza e, se necessario, ribaltoni a tutti i livelli. Menichini proverà a fare il miracolo sapendo che non è un fenomeno nè ha la bacchetta magica: la voglia di difendere quella categoria che ha contribuito a riconquistare può far breccia nel cuore dello spogliatoio e non è poco. Sarebbe importante che anche il direttore sportivo sia presente e metta da parte antiche ruggini con la guida tecnica: Menichini è l’allenatore della Salernitana e va sostenuto e messo in condizioni di operare nel migliore dei modi. Lotito e Mezzaroma, clamorosamente assenti domenica, devono essere al fianco della squadra da oggi fino a sabato mattina e partire alla volta di Pescara annullando ogni impegno. E’ il minimo sindacale dopo un anno di disinteresse, arroganza e approssimazione. Ci aspettiamo anche una nota, un comunicato, una dichiarazione, un segnale e, perchè no, una presenza fisica del Sindaco Napoli, accodatosi alle parole strumentali del Governatore che, ovviamente, ora se ne lava le mani e forse pensa dietro le quinte a qualcuno più vicino alle sue idee politiche pur senza risorse economiche di spessore.

Sono pochissimi anche i 230 biglietti venduti sin ora per il settore ospiti. Il pubblico non vince le partite (anche se la storia dimostra il contrario), ma è componente che incide e talvolta fa la differenza. A Pescara i calciatori devono capire che c’è una piazza intera che vuole spingerli, che non vuole retrocedere, che vuole mantenere quella categoria riconquistata attraverso una scalata straordinaria che vide la curva Sud principale artefice e protagonista. Siamo certi che con 10-15mila persone sugli spalti almeno una delle gare con Venezia, Carpi e Cosenza sarebbe stata vinta. Domenica Braglia e i suoi ragazzi erano carichi soprattutto per la motivazione trasmessa dall’ambiente durante la settimana pur con la salvezza archiviata. La mancata simbiosi di questi giorni, la rassegnazione mista alla passività generale fa più paura del Pescara o degli incroci pericolosi dagli altri campi.

Anche la stampa ha la sua fetta di responsabilità, frutto di quelle divisioni e manie di protagonismo che portano i soliti noti a chiedere notizie di spogliatoio al giocatore amico in cambio di un 7 in pagella o a scatenarsi sui social cavalcando l’onda attaccando tutti. Chi scrive ha una grossa responsabilità, anche loro sono artefici di questa situazione perchè hanno barattato il rispetto per la Salernitana con qualche click in più, tra teorie folli e fantascientifiche di galleggiamento, patatine, nono posto scientifico e campionati scritti a tavolino. Restassero tranquillamente a casa anche in futuro con i loro giornaletti e i 20 commenti a corredo di chi sta godendo di questa situazione.

Perchè pensare che dopo la retrocessione la risalita sia scontata è un errore ancora più grosso. La C che verrà sarà una B2, si tornerà in ambienti ostili, si ripartirà con un monte ingaggi faraonico per la categoria senza introiti e con l’obbligo di regalare calciatori a destra e sinistra per far quadrare il bilancio, probabilmente con la stessa società che, dal canto suo, farebbe fatica davvero ad essere credibile dopo il fallimento più grande della storia. Salviamoci, proviamoci, aiutiamo la maglia. Salerno, quando vuole, ti fa giocare in 12. E’ già da troppo tempo che la Salernitana è rimasta sola. Si dia, almeno per una volta, un segnale a tutti: alla classe arbitrale che ha dato la spallata decisiva con decisioni che lasciano pensar male, ai siti nazionali che, per andare contro Lotito, hanno già inserito i granata nel prossimo girone C di Lega Pro, alle tifoserie rivali che hanno preparato la festa, ai leoni da tastiera, a chi strumentalizza per fini politici, al Pescara che non può permettersi di regalare nulla.

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