Abbonamenti, tanti disabili rischiano di restare a casa: ecco perchè. Il caso della finta maschera d’ossigeno e l’obbligo morale del Comune

Abbonamenti, tanti disabili rischiano di restare a casa: ecco perchè. Il caso della finta maschera d’ossigeno e l’obbligo morale del Comune

Abbiamo parlato nei giorni scorsi dell’obbligo morale e della necessità di investire parte dei fondi del credito sportivo per ristrutturare completamente un’area della tribuna e riservarla a quelle persone che hanno seri problemi di salute, ma che vivono la partita come un momento di svago fondamentale per staccare la spina dai problemi della quotidianità. Non

Abbiamo parlato nei giorni scorsi dell’obbligo morale e della necessità di investire parte dei fondi del credito sportivo per ristrutturare completamente un’area della tribuna e riservarla a quelle persone che hanno seri problemi di salute, ma che vivono la partita come un momento di svago fondamentale per staccare la spina dai problemi della quotidianità. Non sono tifosi nè cittadini di serie B e sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale si ricordi che uno stadio è bello se è accogliente per tutti, non se ha un tabellone in più o il manto erboso migliore d’Italia. La proposta fatta viene ribadita con forza questa mattina: come accade nella stragrande maggioranza degli impianti sportivi bisogna assolutamente predisporre un’ascensore per i diversamente abili e uno spazio coperto nell’anello superiore della tribuna azzurra (o dei distinti), in modo da favorire la visuale e di agevolare il trasporto di chi ha problemi seri di deambulazione. “In tribuna verde si vede malissimo e se piove ci si bagna” disse Salvatore Oliva alla nostra redazione, tifosissimo della Salernitana che si è imbattuto in non pochi disagi e che chiede un trattamento maggiormente rispettoso.

A proposito di questa questione, molte persone ci hanno contattato perchè stanno riscontrando una serie di problematiche relative all’acquisto dell’abbonamento. Contrariamente a quanto accaduto negli altri anni, infatti, la società di Lotito e Mezzaroma ha deciso di riservare sconti ed agevolazioni soltanto alle persone con una invalidità certificata pari o superiore all’85%, con annessa riduzione per gli accompagnatori. Fino al campionato scorso si partiva da una percentuale di invalidità del 74%. Tradotto: chi è sulla sedia a rotelle, ha malattie degenerative o paralisi ad un arto, ma risulta, documenti alla mano, invalido all’80% deve pagare il prezzo intero del biglietto di tribuna verde, al massimo usufruendo del ridotto se donna, under o over. “Ho una grave malattia, a breve mi riconosceranno un’invalidità del 100%, ma ad oggi non posso richiedere l’abbonamento scontato. Resterò a casa, purtroppo” hanno dichiarato tre persone alla nostra redazione, vi riportammo anche il caso di Annamaria Capezzuto che, da 12 anni, non riesce ad essere presente all’Arechi “perchè è una struttura che metterebbe a rischio la nostra già precaria salute. Il Comune parla tanto di città europea e poi costringe chi sta male a chiudersi in casa“.

In attesa di capire come si regolerà la società sull’emissione dei singoli biglietti (in passato c’era un numero ridotto di tagliandi a disposizione e solo nel giorno di disputa della gara, la speranza è che invece la vendita ai diversamente abili non abbia limiti e favorisca indistintamente tutti. Magari con un botteghino riservato e non in mezzo alla folla), bisogna però spezzare anche una lancia in favore di Lotito e Mezzaroma: troppo spesso, in tempi recenti, persone con problemi molto lievi hanno chiesto (e talvolta ottenuto per la generosità dei responsabili) l’abbonamento a prezzo ridotto e tanti accompagnatori erano semplicemente tifosi che volevano pagare meno. Chi vi scrive, nel 2013, aiutava il CCSC a raccogliere le richieste per gli abbonamenti e ha visto personalmente un signore sulla sessantina entrare in sede con una mascherina per l’ossigeno e le stampelle per poi arrivare allo stadio senza mascherina, con un motorino e perfettamente in grado di camminare. La società, dunque, non ha totalmente torto se ha assunto una linea difensiva. Allo stesso tempo, come sempre, per la scorrettezza delle persone rischiano di pagarne le conseguenze tifosi che davvero ne soffrono. Fondamentale sarebbe una riunione apposita tra tutte le componenti per proseguire sulla strada della linea dura per chi imbroglia, ma senza abbandonare chi ha bisogno di aiuto e deve essere libero di seguire la squadra del cuore nelle migliori condizioni possibile.

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