Multiproprietà, un falso problema che non vieta nulla. Parla Fabiani: “Norme da cambiare. Puntiamo al massimo e siamo fiduciosi”

Multiproprietà, un falso problema che non vieta nulla. Parla Fabiani: “Norme da cambiare. Puntiamo al massimo e siamo fiduciosi”

Come avrete notato in questi giorni, non sono stato certamente tenerissimo nei giudizi sull’operato recente della società e su tante situazioni che devono assolutamente essere migliorate per il bene della Salernitana. Chi mi legge o mi conosce, però, sa benissimo che quello della “multiproprietà” l’ho sempre reputato un falso storico, un problema che non esiste

Come avrete notato in questi giorni, non sono stato certamente tenerissimo nei giudizi sull’operato recente della società e su tante situazioni che devono assolutamente essere migliorate per il bene della Salernitana. Chi mi legge o mi conosce, però, sa benissimo che quello della “multiproprietà” l’ho sempre reputato un falso storico, un problema che non esiste e che non ha mai influito sul cammino sportivo dei granata. Molte persone continuano ad associare una sconfitta, un acquisto sbagliato o una cessione dolorosa ad una strategia messa in campo appositamente per non lottare per le prime posizioni, roba da far impallidire anche i migliori registi dei film americani. Ma davvero pensate che due imprenditori possano decidere a tavolino, falsando il campionato e rischiando di essere inquisiti per illecito sportivo, di piazzarsi al decimo piuttosto che al dodicesimo posto? Se la Salernitana in questi tre anni non ha mai lottato per i play off è accaduto per investimenti sbagliati, per situazioni talvolta sfortunate e particolari, per un mercato non sempre all’altezza delle aspettative della piazza e delle esigenze degli allenatori. Se poi si vuole vedere sempre il marcio dietro uno 0-0 casalingo allora è meglio far calare il sipario, restare a casa e dedicarsi ad altre attività.

Da questo punto di vista condivido in pieno la scelta del direttore sportivo Fabiani di intervenire drasticamente e in ogni sede qualora si continuasse a battere su una cantilena che non ha senso di esistere, sulla fissazione che “con questi abbiamo smesso di sognare”. Ma avete capito quanto guadagnerebbero Lotito e Mezzaroma se la Salernitana andasse in serie A? Secondo voi Colantuono firmava un contratto pluriennale sapendo che oltre la metà classifica non si potrà andare? E già immaginiamo che gli appassionati dell’occulto, in caso di qualificazione ai play off e di eventuale sconfitta, direbbero che lo si è fatto apposta, che è stato un teatrino messo in scena ad arte. Se hanno le prove e non è soltanto frutto della mente, invitiamo queste persone a dimostrarlo e saremo i primi a fare una battaglia per chiedere chiarezza. Viceversa si combatta insieme non solo per aiutare la Salernitana a disputare un grande campionato, ma anche e soprattutto per spingere la Federazione a cambiare una normativa assolutamente insensata.

Il calcio di oggi, come rimarcato più volte, è talmente malato da iscrivere società che pagano in nero o che non pagano affatto danneggiando imprenditori facoltosi soltanto perchè “affini” di un presidente di serie A. Assurdo. La soluzione sarebbe davvero semplice: Lazio-Salernitana alla prima giornata di campionato, operazioni di mercato limitate tra i due club e tutti a casa felici e contenti senza intaccare chi, pur commettendo tanti errori, nel 2011 ha speso milioni di euro in tempi di crisi per un progetto serio vincendo sul campo tre campionati e due coppe e che ha tutto il diritto di far fruttare il proprio investimento nella massima categoria del calcio italiano. Del resto se non fosse Mezzaroma, una soluzione è già stata trovata: si chiama trust, termine che letteralmente significa “ente che serve a regolare una molteplicità di rapporti giuridici di natura patrimoniale”. E’ quello, per intenderci, che permise ad Antonio Lombardi di cedere il marchio a Lotito e Mezzaroma senza che lo stesso venisse inglobato nel fallimento della sua Salernitana Calcio 1919. Lo stesso Fabiani, intervistato dai colleghi del quotidiano La Città, ha inteso fare chiarezza: “Se in questi anni le cose non sono andate come speravamo tutti il primo colpevole è il sottoscritto. La multiproprietà? Le attuali leggi sono obsolete, non capisco perchè due cognati non possano guidare due club diversi nella medesima categoria. Non ci poniamo limiti, l’ho sempre detto: del resto mi sembra che stiamo lavorando bene sul mercato. Puntare al massimo e sottolineare certi aspetti non significa non essere ambiziosi: semplicemente non vogliamo creare illusioni e vivere con i piedi per terra. Non è detto che la normativa non venga cambiata. La Salernitana non la teme, siamo fiduciosi che questo ostacolo possa essere rimosso. Siamo una società sana e, al giorno d’oggi, questo è un requisito fondamentale che non può non essere preso in grande considerazione”.  Un’importante assunzione di responsabilità che, ragionando a mente fredda, permette ai tifosi di “pretendere” per davvero la serie A. Non c’è nulla che lo vieta, ora serve investire ed allestire una grande squadra…

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