Pagni : “Salernitana, storia gloriosa. Calaiò?Si sapeva non fosse al top”

Pagni : “Salernitana, storia gloriosa. Calaiò?Si sapeva non fosse al top”

Intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoSalernitana, l’ex direttore generale del Salerno Calcio Danilo Pagni ha rilasciato dichiarazioni interessanti e ricche di spunti di riflessione: “Seguo con affetto la Salernitana. Purtroppo ci aspettavamo tutti qualcosa in più dopo il cambio di allenatore, anche perchè la rosa ha valori superiori a quanto non dica la classifica, una proprietà

Intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoSalernitana, l’ex direttore generale del Salerno Calcio Danilo Pagni ha rilasciato dichiarazioni interessanti e ricche di spunti di riflessione: “Seguo con affetto la Salernitana. Purtroppo ci aspettavamo tutti qualcosa in più dopo il cambio di allenatore, anche perchè la rosa ha valori superiori a quanto non dica la classifica, una proprietà forte e un direttore sportivo come Fabiani che ormai è una istituzione. Sono calabrese e simpatizzo per il Crotone, ma tifo per i granata perchè il Padova ha vinto a La Spezia e potrebbe essere una delle ultime occasioni per il rilancio. In B non si può mai parlare di crocevia a marzo, il Cittadella è un esempio: sembrava in uno stato comatoso fino a un mese fa, oggi domina contro chiunque. La Salernitana, conquistando i tre punti oggi, ripartirebbe”.

Pagni elogia l’attuale guida tecnica pur deluso dai risultati: “Gregucci ha provato la cosiddetta farfalla nello stomaco, va rispettato perchè poteva restare in Nazionale servito e riverito, ma ha preferito rimettersi in discussione in una piazza come Salerno. E’ un caro amico, l’allenatore è una componente importante a patto che i calciatori dimostrino quanto valgono”. Sul mercato condotto a gennaio:Quando prendi un giocatore come Calaiò ci sono oneri e onori. Tutti sapevano che non era al 100%, ma io aspetterei fino alla fine. Non si può parlare di crocevia già ora, le sentenze vanno rinviate a giugno. Non sono abituato a dare giudizi sull’operato di un amico come Angelo Fabiani, se non è arrivato Dezi ci saranno motivi validi. Forse serviva qualcosa a centrocampo, ma la squadra è costruita bene e tocca ai giocatori fare risultato perchè in campo vanno loro”.

Sulla tifoseria e sul calo di spettatori all’Arechi: “Mi dispiace che il pubblico sia freddo, ma conosciamo la piazza e sappiamo bene che l’Arechi si riempirà non appena la Salernitana troverà continuità. La squadra deve arrivare ai play off soprattutto nell’anno centenario. Pressioni? Se ragioni così non sei un calciatore, tutti vorrebbero giocare con quella maglia e attaccare sotto quella curva. Chiacchiere da bar“. Infine sulla sua esperienza a Salerno: “Ci misero a disposizione un budget illimitato, ma vincere non era scontato: quante piazza hanno speso tanto e sono rimaste in D?! Sono una briciola della gloriosa storia della Salernitana, ma ricordo che fummo l’ultima squadra in Italia a partire per il ritiro addirittura senza palloni, ma allestimmo uno squadrone formando le basi anche per la successiva vittoria della Seconda Divisione e della Supercoppa. Ricordo con affetto tutti i calciatori, c’erano under fortissimi come Gustavo e Iannarilli e over scesi appositamente dalla B”.

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