Restyling Arechi: nessun investimento per favorire i disabili. Lettere di protesta, ma maledetti “furbetti”

Restyling Arechi: nessun investimento per favorire i disabili. Lettere di protesta, ma maledetti “furbetti”

Abbiamo ascoltato con gioia le parole del Governatore della Campania Vincenzo De Luca che, di recente, ha annunciato che saranno messi a disposizione ben 4 milioni di euro per il restyling dello stadio Arechi. Assessori, esponenti dell’amministrazione comunale salernitana e tanti addetti ai lavori si sono soffermati sui tipi di interventi che saranno messi in

Abbiamo ascoltato con gioia le parole del Governatore della Campania Vincenzo De Luca che, di recente, ha annunciato che saranno messi a disposizione ben 4 milioni di euro per il restyling dello stadio Arechi. Assessori, esponenti dell’amministrazione comunale salernitana e tanti addetti ai lavori si sono soffermati sui tipi di interventi che saranno messi in atto non appena finirà l’estate, il modo migliore per consegnare alla Salernitana un autentico gioiellino in vista del centenario e di un evento importante e prestigioso come le Universiadi. Fa sicuramente piacere immaginare il principe degli stadi con due tabelloni luminosi, una curva Nord aperta al pubblico dopo 15 anni, impianto di videosorveglianza dotato di ogni sorta di tecnologia avanzata, un manto erboso di primissimo livello, sediolini in tutti i settori e una gigante scritta “SALERNO” nei distinti che farà capire a tutti “chi siamo e da dove veniamo”, per usare un’espressione cara all’ex Sindaco. Bello, bellissimo. Tutto, però, perde di significato se si pensa che ci sono persone con gravi problemi di salute che non potranno godersi lo spettacolo di un Arechi rinnovato se non in condizioni assai precarie e pericolose. Da tempo si sta rimarcando la necessità di rivoluzionare parte dell’anello inferiore della tribuna verde per consentire ai diversamente abili di assistere alla partita nel migliore dei modi, senza rischiare ogni volta di cadere o di ritrovarsi qualche persona poco civile ad ostacolarne la visuale. Chi vi scrive già tempo fa sollecitò alcuni assessori con delega allo sport che, tuttavia, illustrando la piantina dello stadio rimarcarono quanto fosse difficile intervenire in questo senso.

Riteniamo, invece, che con i fondi e gli strumenti a disposizione si possa e si debba istallare un tabellone in meno pur di agevolare chi non deve affatto sentirsi un tifoso di serie B. E questa piccola “battaglia” la porteremo avanti da qui ai prossimi mesi per sensibilizzare non solo la Salernitana ed il Comune, ma soprattutto quelle migliaia e migliaia di tifosi che, non vivendo il problema in prima persona, non riescono in pieno ad immedesimarsi in chi è costretto a restare a casa per problemi di salute. Quando piove lo stadio è un pantano e tanti ragazzi sulla sedia a rotelle non possono accedere al proprio posto. In altri casi chi ha problemi di vista o di deambulazione è presente fisicamente, ma in realtà non vede la partita e torna a casa ancora più nervoso di prima. Perchè non prevedere per loro la possibilità di accedere all’anello superiore della tribuna attraverso un’ascensore? Perchè non limitare la vendita dei tagliandi in tribuna verde (o parte di essa) solo ai diversamente abili, magari gratuitamente e con un risparmio notevole per gli accompagnatori? Da questo punto di vista è necessaria una riflessione basata sull’esperienza personale: la società di Lotito e Mezzaroma è stata spesso accusata di non aver favorito i disabili, possiamo assicurarvi però che in questi anni molte persone hanno provato ad assicurarsi il carnet a 15 euro in modo furbo, con diversi escamotage pur senza avere alcun problema fisico. Forse mentale sì, dal momento che abbiamo visto signori anche di età avanzata recarsi al botteghino con la mascherina dell’ossigeno e le stampelle per poi togliere tutto e mettersi comodamente in macchina un minuto dopo ostentando una salute di ferro. Purtroppo per colpa di questi incivili la proprietà è stata costretta a cautelarsi, in questo caso con le giuste ragioni

In attesa di sollecitare le autorità preposte, pubblichiamo due lettere pervenute in queste ore , la prima è quella di Salvatore Oliva di Torrione: “Vado a vedere la Salernitana da 30 anni, ho trascorso buona parte della mia vita al fianco dei granata e la passione sportiva mi permette di accantonare per un paio d’ore le problematiche quotidiane che purtroppo sono costretto ad affrontare. Sono portavoce di altre persone e spero che il mio grido d’allarme venga ascoltato dalle autorità competenti: in occasione delle partite casalinghe i diversamente abili, soprattutto i carrozzati, vengono posizionati in una zona che non permette loro di vedere bene la partita. Quando lo stadio è particolarmente pieno ho problemi anche io che sto in piedi, figuriamoci chi per problemi fisici deve restare seduto! Non tutto l’anello inferiore della tribuna, inoltre, è dotato di copertura e il rischio concreto è quello di bagnarsi in caso di pioggia: conosco molti tifosi che non vengono allo stadio perchè non si sentono sufficientemente tutelati. Il mio appello è rivolto all’amministrazione comunale: giusto occuparsi del tabellone luminoso e di un’opera di restyling, ma va data priorità a chi è meno fortunato e ha il diritto di godersi la partita come tutti quanti gli altri”.

Negli anni scorsi è stata bocciata la proposta di prevedere un’area per i diversamente abili nell’anello superiore della tribuna in quanto non conforme alle vigenti normative per la sicurezza in caso di terremoto, incendio o altro tipo di allarme. La speranza di Salvatore Oliva è che “l’amministrazione comunale e l’U.S.Salernitana 1919 possano a fine stagione sedersi attorno ad un tavolo e provare a risolvere il problema. La società di Lotito e Mezzaroma, sempre molto sensibile all’argomento, è penalizzata in prima persona perchè perde pubblico sugli spalti. In altri stadi italiani ci sono postazioni privilegiate e all’avanguardia per i carrozzati, aiutati dagli steward e dalle forze dell’ordine. Chi non vive questo dramma non può capire quanto sia frustrante sentirsi diversi dagli altri, non godere degli stessi diritti. Chiedo soltanto una cosa alla Salernitana: permetterci di acquistare il biglietto on line durante la settimana per evitare code ai botteghini nel giorno di disputa della gara. Per molti di noi è una fatica ed uno stress aggiuntivo, siamo certi che Lotito e Mezzaroma ci accontentereanno anche da questo punto di vista”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la tifosissima Annamaria, afflitta da una disabilità al 100%, costretta a muoversi con una sedia a rotelle (e con annesso accompagnatore), ma da 10 anni lontana dall’Arechi “perchè faccio fatica a raggiungere l’anello inferiore della tribuna, non riesco a vedere bene la partita e spesso le posizioni migliori sono già occupate da chi, magari, non ha le mie stesse necessità. Amo la Salernitana, fa male seguirla da casa e ringrazio i club che si sono prodigati per aiutarmi, ma credo non ci siano le condizioni per venire all’Arechi”. Solo con uno stadio a disposizione fruibile a chi soffre si potrà parlare di un successo. Non c’è impianto più bello di quello che sappia accogliere tutti

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