Di Francesco: “Addio di Vignes? Aveva bisogno di un settore giovanile di livello”

Di Francesco: “Addio di Vignes? Aveva bisogno di un settore giovanile di livello”

Nelle ultime 48 ore si è parlato moltissimo del trasferimento del giovane Vignes dalla Salernitana alla Lazio, scelta a sorpresa della società di Lotito che ha fatto storcere il naso a tutti quei tifosi che rimarcano l’importanza di avere un settore giovanile di livello e che possa valorizzare i migliori talenti del territorio. La redazione

Nelle ultime 48 ore si è parlato moltissimo del trasferimento del giovane Vignes dalla Salernitana alla Lazio, scelta a sorpresa della società di Lotito che ha fatto storcere il naso a tutti quei tifosi che rimarcano l’importanza di avere un settore giovanile di livello e che possa valorizzare i migliori talenti del territorio. La redazione del sito “Ilbellodellosport” ha contattato il tecnico Nando Di Francesco, presidente della Polisportiva Nikè e punto di riferimento fondamentale per un calciatore che è cresciuto tantissimo grazie ai suoi consigli e agli insegnamenti degli allenatori che lo hanno seguito nella scuola calcio per cinque lunghissimi anni. Ecco le sue dichiarazioni:

Che ricordi ha di Vignes?

“Anzitutto è un ragazzo fantastico, estremamente professionale e sempre pronto a trascinare i compagni di squadra nei momenti di difficoltà. Siamo molto felici di averlo accolto nella nostra scuola calcio e di averlo seguito in una fase molto delicata della sua crescita, da addetto ai lavori ritengo abbia ampi margini di miglioramento e che la Lazio si sia assicurata le prestazioni di un calciatore di talento e che ha la strada spianata verso una carriera interessante”

La distanza dalla famiglia può essere un problema o paradossalmente un momento formativo importante?

“E’ sicuramente un ulteriore passo verso la maturazione totale, ritengo che queste “separazioni” possano essere emotivamente dolorose, ma estremamente formative. Imparerà maggiormente a cavarsela da solo nella quotidianità, in una città come Roma nella quale non è semplice adattarsi. Sono convinto, però, che quest’anno gli permetterà di crescere tantissimo e sotto ogni aspetto: vedrete che tra un anno parleremo non solo di un calciatore forte, ma anche di un ragazzo che sta diventando un uomo. La famiglia, dal canto suo, è composta da persone serie e intelligenti, sapranno seguirlo con affetto senza fargli mancare l’appoggio nelle prime fasi”

Dal punto di vista tecnico che calciatore è Vignes?

“E’ un mancino interessante, ha una visione di gioco fuori dal comune e riesce sempre a leggere la giocata in anticipo con intuizioni geniali per un ragazzo della sua età. Abbina qualità e fisicità, nei momenti di difficoltà si carica addosso il peso della squadra e incoraggia i compagni esortandoli a dare il massimo. Sono d’accordo con chi dice che è prematuro e forse controproducente azzardare paragoni, ma confermo quanto detto prima: è un ottimo atleta e può ambire ad una carriera importante”.

I tifosi della Salernitana sono arrabbiati del suo trasferimento alla Lazio di Lotito, molti sostengono che la società abbia voluto dare priorità ai biancocelesti piuttosto che ai granata…

“Personalmente sono favorevole al suo passaggio alla Lazio. Andrea aveva bisogno di un settore giovanile organizzato e di un certo livello per crescere e per esprimere tutte le proprie potenzialità. A Roma continuerà a studiare, sarà seguito da uno staff di primo livello, si confronterà con compagni ed avversari di qualità superiore e capirà cosa significa avvicinarsi al mondo dei grandi. E’ un treno che non passa due volte, il salto di qualità è evidente. Nessuna voglia di fare polemica, sia chiaro, ma il settore giovanile della Salernitana probabilmente non offre le stesse opportunità di crescita e questo trasferimento era quasi necessario. Le cose sono cambiate qui a Salerno: ai tempi di Aliberti ricordo che il vivaio era il fiore all’occhiello della società granata, ogni anno sfornavano giocatori che ancora oggi si disimpegnano tra i professionisti e con ottimi risultati. Con la nuova gestione, purtroppo, mi sembra si sia data priorità alla prima squadra dimenticandosi del settore giovanile. Proprio per questo ritengo che Vignes abbia fatto benissimo ad andare a Roma e auguro il meglio anche al fratello che è uno dei punti di forza della Primavera di cui si parla meno di quanto meriterebbe”

Avere in società eccellenze salernitane come lei, Carafa o Zeoli potrebbe evitare questa fuga di talenti?

“Personalmente ritengo di essere arrivato ad un punto della mia vita professionale in cui gli stimoli vengono leggermente meno. Mi godo la mia attività con la Polisportiva Nikè, sono contento quanto un nostro giocatore viene tesserato per la Salernitana e tutti gli allenatori ci fanno i complimenti per la nostra capacità di far crescere i ragazzi non solo tecnicamente, ma anche come persone. Il nostro compito è anzitutto quello di educare ai veri valori dello sport e della vita, l’aspetto calcistico viene in secondo piano. Quanto a Carafa, senza dubbio sarebbe una figura di spicco nel quadro dirigenziale granata”

Si sente di dare un consiglio a Vignes per il suo futuro?

“Indubbiamente sta vivendo un momento importante della sua vita, un cambiamento radicale che gli permetterà di apprendere tante cose. E’ un’età delicata, si corre il rischio di montarsi la testa quando si arriva in una realtà calcisticamente importante. Ci sentiamo spesso e avremo modo di confrontarci, il mio auspicio è che resti sempre umile, che lavori a testa bassa per raggiungere gli obiettivi e che non trascuri lo studio, gli amici e tutto ciò che serve per formarlo come uomo prima ancora che come giocatore”.

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