Di Vaio testimonial del centenario: “Arechi stadio determinante”. Stoccata al “Profeta”

Di Vaio testimonial del centenario: “Arechi stadio determinante”. Stoccata al “Profeta”

Ai calciatori che oggi parlano di pressione impropriamente bisognerebbe far ascoltare il parere di chi, in un passato nemmeno tanto lontano, ha vissuto una Salerno in costante fermento. Appassionata, quanto “invadente” in alcune circostanze. Erano i tempi di Ciccio Rocco, del Siberiano, del “partiamo 1-0 ogni volta che giochiamo in casa” per usare un’espressione cara

Ai calciatori che oggi parlano di pressione impropriamente bisognerebbe far ascoltare il parere di chi, in un passato nemmeno tanto lontano, ha vissuto una Salerno in costante fermento. Appassionata, quanto “invadente” in alcune circostanze. Erano i tempi di Ciccio Rocco, del Siberiano, del “partiamo 1-0 ogni volta che giochiamo in casa” per usare un’espressione cara a Vittorio Tosto. Altro che dodicesimo uomo: l’Arechi era davvero quel fortino che faceva vincere le partite. Per informazioni chiedere a Juventus, Inter, Lazio e Roma che si inchinarono a cospetto del muro umano della Sud. Marco Di Vaio faceva parte di quella squadra che per due anni fece sognare la città ed è stato scelto come uno dei testimonial del centenario. Ci sarà il prossimo 19 giugno, insieme a quel gruppo magnifico che stravinse la B. Non per la programmazione (altro termine assai gettonato e spesso tirato in ballo senza conoscere la storia), ma per la simbiosi tra calciatori, staff tecnico e pubblico. Intervistato da Radio MPA, l’ex bomber ha rilasciato dichiarazioni interessanti:

Cosa ricordi della tua esperienza a Salerno e quali sono i gol più belli?

“E’ difficile parlare di un solo gol o di un solo ricordo, tutto quello che ho vissuto a Salerno è stato speciale. Proprio contro il Venezia segnai una rete importantissima, vincemmo 3-0 e da quel momento in poi non lasciammo la vetta della classifica. Non eravamo partiti per vincere il campionato, fu determinante il rapporto che si creò tra la Salernitana e la tifoseria. Già dopo 2-3 partite capimmo che poteva essere un percorso speciale e senza limiti. Lo stadio era sempre pieno, segnare sotto la Sud era un’emozione indescrivibile e ci hanno trasmesso sempre una carica determinante. Anche in A, tra le mura amiche, ci siamo tolti grosse soddisfazioni. Ricordo il balletto del limbo ogni volta che si faceva gol: era il tormentone del momento, lo trasformammo nella nostra esultanza”

In A le cose non andarono benissimo, con Oddo ci fu la svolta. Peccato non giocasti a Piacenza…

“Non possiamo sapere come sarebbero andate le cose se avessi giocato quella sfida, i se e i ma non fanno la storia. Certo che nel girone di ritorno facemmo una cavalcata straordinaria battendo tante grandi squadre, i numeri dicono che se Oddo fosse arrivato a gennaio probabilmente ci saremmo salvati. Il rammarico fu enorme, quella squadra era composta da tanti giovani che potevano aprire un ciclo vincente e far divertire la gente anche in A. Del resto basti ricordare per quanto furono ceduti determinati giocatori e che in coppia con me c’era un certo David Di Michele”

Cosa manca oggi alla Salernitana per andare in A e quanto fa male vedere lo stadio vuoto? Qualcuno parla di eccessive pressioni…

“Giocare a Salerno non è semplice, ma sicuramente  è un’esperienza bellissima. Quello stadio pieno è un vantaggio enorme, un valore aggiunto. Certamente la Salernitana perde tanto senza il pubblico al proprio fianco, va detto però che nelle difficoltà si può avvertire quell’insoddisfazione che ti porta a dover scegliere calciatori con determinate e precise peculiarità caratteriali. Fa male vedere un Arechi deserto, soprattutto per chi ha vissuto quelle stagioni. Non so cosa manchi: la città è bella, la tifoseria ha una passione smisurata, c’è un presidente che ha dimostrato di saper fare calcio. La B è un campionato difficilissimo, servirebbe anche un allenatore in grado di trasmettere idee nuove. Poi la differenza la fa sempre l’attaccante da doppia cifra”

Ci vediamo il 19 giugno?

“Assolutamente sì, è il centenario e sono felice di confermare che sarò con voi. Forza Salernitana”

Altre News