Rosina: “Riparto dalle ultime 10 gare, se sto bene posso dare tanto”

Rosina: “Riparto dalle ultime 10 gare, se sto bene posso dare tanto”

Dall’accoglienza festosa ai fischi dell’Arechi il passo è stato abbastanza breve, un biennio sicuramente particolare per un calciatore che era arrivato a Salerno dopo una lunghissima trattativa tra l’entusiasmo generale senza riuscire- e per tanti motivi- a fare la differenza come lecito attendersi. Il suo primo campionato, nel complesso, era stato sufficiente: sette gol, sette

Dall’accoglienza festosa ai fischi dell’Arechi il passo è stato abbastanza breve, un biennio sicuramente particolare per un calciatore che era arrivato a Salerno dopo una lunghissima trattativa tra l’entusiasmo generale senza riuscire- e per tanti motivi- a fare la differenza come lecito attendersi. Il suo primo campionato, nel complesso, era stato sufficiente: sette gol, sette assist, un impegno incredibile anche a costo di sacrificarsi in ruoli non propriamente consoni alle sue caratteristiche. Fu mister Sannino, probabilmente, a non gestirlo nel migliore dei modi, chiedendogli di partire praticamente a ridosso della propria area di rigore “dimenticando” che, alla lunga, un dispendio di energie così notevole poteva essere deleterio per un atleta non più giovanissimo e che non aveva svolto il ritiro estivo per le note vicende di mercato. Nella stagione passata lo strappo con la società sembrava insanabile: le parole di Lotito e Mezzaroma, le trattative con Perugia e Lecce, le tante panchine collezionate e i mugugni del pubblico, una situazione paradossale per un calciatore che era abituato ad essere eletto beniamino indiscusso anche in piazze internazionali come quella dello Zenit. Per fortuna, però, Alessandro Rosina ha riscritto pagine importanti della sua storia in granata trascinando i compagni nel finale di stagione, condito da due gol di ottima fattura (bellissimo quello col Cesena su punizione), qualche assist vincente per i compagni e tante giocate da fuoriclasse che hanno rapidamente trasformato i fischi in applausi.

Non mi era mai successo di restare fermo così a lungo, purtroppo quando ti alleni a singhiozzo e ti aggreghi al gruppo solo nel fine settimana non puoi mai essere al 100%. Mi sono messo a disposizione degli allenatori anche quando ero lontano dal top della forma, sono felice di aver dato un contributo nelle ultime gare” ha detto questa mattina in conferenza stampa in quel di Rivisindoli, con la società che finalmente ha permesso ad un proprio tesserato di parlare con i giornalisti. E il fatto che sia stato scelto lui non è certo casuale e lascia presagire una riconferma a tutti gli effetti nonostante la corte di qualche club cadetto. “Non mi interessa se sarò capitano: sono e sarò Alessandro Rosina a prescindere dalla fascia” ha ribadito più volte, parlando senza mezzi termini nè giri di parole di play off, Colantuono sicurezza e ritiro fondamentale per gettare le basi per una stagione “sicuramente migliore di quella appena conclusa“. Perchè se Rosina fosse quello del girone di ritorno, con una buona preparazione alle spalle e un pizzico di fortuna, la Salernitana avrebbe in casa quel talento che forse non può reggere gli stessi ritmi per tutto l’anno, ma che anche in corso d’opera può essere devastante. “Vorrei continuare come le ultime 10 partite della scorsa stagione. Sono stato contento di quella parte di campionato: erano gare decisive, mi sono divertito e ho ritrovato me stesso. A volte mi sono messo a disposizione anche se non al top. Quando non ero in forma ho fatto tanta panchina come giusto che sia. Ora sono pronto, lavoro al massimo e penso esclusivamente alla Salernitana e a seguire i consigli di un mister attento a ogni dettaglio“. Nell’attacco che verrà si spera che si possa ripartire da una certezza come Alessandro Rosina…

Altre News