Capuano: “Non si doveva disertare. Guai a retrocedere a un mese dal centenario!”

Capuano: “Non si doveva disertare. Guai a retrocedere a un mese dal centenario!”

Osservando le prestazioni totalmente senza mordente della Salernitana, in molti hanno pensato che ci voleva un allenatore vulcanico in panchina che potesse trasmettere le motivazioni necessarie a prescindere da moduli, schemi, tattiche e strategie che non servono assolutamente a nulla a 90 minuti dal termine della stagione. La mente volava ad Eziolino Capuano, salernitano e

Osservando le prestazioni totalmente senza mordente della Salernitana, in molti hanno pensato che ci voleva un allenatore vulcanico in panchina che potesse trasmettere le motivazioni necessarie a prescindere da moduli, schemi, tattiche e strategie che non servono assolutamente a nulla a 90 minuti dal termine della stagione. La mente volava ad Eziolino Capuano, salernitano e tifoso granata che ha lavorato a Rieti conquistando risultati eccellenti. Intervistato da RadioMPA, il trainer campano non ha lesinato stoccate a nessuno: ”

Iniziai nono, mi trovai secondo e mi hanno esonerato. Bastavano due pareggi per andare in B. Quando c’è un cambio in panchina dispiace sempre, ma i numero sono impietosi: 8 sconfitte in 10 gare, cose devastanti in negativo. Voglio fare, però, una riflessione: sono nato con la Salernitana nel cuore, a 14 anni mi affacciavo al balcone per vedere se pioveva o c’era il sole perchè dovevo andare ad attaccare gli striscioni e nella mia vita ho sempre sognato di sedere su quella panchina. Dico questo perchè trovo sbagliato tutto questo atteggiamento: proteste e diserzioni quando bisognava salvare la categoria. Tutti faranno le proprie valutazioni a bocce ferme, ma da tifoso e uomo di calcio dico che non è possibile non aiutare la squadra. Al netto di errori ed orrori fatti c’è una categoria da difendere: tutti pensavamo che questa squadra potesse fare un campionato diverso, chi di voi in estate pensava di chiudere la stagione con l’obiettivo di evitare la retrocessione diretta? I processi non si fanno mai a marzo, le forme di protesta anticipate mi trovano contrario”. 

Capuano prosegue confermando che il suo più grande rimpianto è stato quello di non aver mai allenato la Salernitana pur essendo stato ad un passo dalla firma sia nel 2003 con Aliberti, poi nel 2012 con Lotito prima della scelta finale ricaduta su Giuseppe Galderisi: “Siamo sempre noi allenatori a pagare quando non arrivano i risultati. Io in panchina? Non rimembriamo sempre le stesse cose, a Salerno ha allenato anche il fornaio e solo io non ho avuto questa occasione. A livello di motivazioni sarei stato più forte di Mourinho e Guardiola messi insieme. Sono situazioni in cui ognuno agisce in base alla propria indole, sicuramente non sarei stato piatto“.

Ecco l’appello finale: “La ricerca del capro espiatorio non mi piace. C’è delusione, ma c’è da salvare la categoria. Hanno messo una croce addosso ai presidenti e al direttore sportivo, ma ora parlo con il cuore: la Salernitana iniziale, quella che è stata costruita, era una squadra buona o doveva retrocedere? Non devo essere lecchino nei confronti di nessuno, non ne ho bisogno e sapete bene che parlo con il cuore. Tutti eravamo convinti potesse lottare per il vertice, poi a gennaio bisognava operare: interroghiamoci, però, chi ha determinato le scelte importanti. In questo momento, però, da tifoso della Salernitana credo bisogna ricompattare tutto. Sabato c’è la partita della vita, quando retrocedi è devastante. La Salernitana non può mai retrocedere nell’anno del centenario, non ci voglio nemmeno pensare. Sorvoliamo su tutto, mettiamo da parte del polemiche: è tutto fallimentare, ma per 90 minuti si metta tutto da parte”. 

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