Donnarumma, il flop del secondo anno e l’addio a zero euro

Donnarumma, il flop del secondo anno e l’addio a zero euro

Un ex. Niente di più. Questo deve rappresentare lunedì sera Alfredo Donnarumma. Già immaginiamo i nostalgici che, al primo stop sbagliato da Calaiò, riproporranno il tormentone: “Ma nuj tenevm a Donnarumma e Coda” rispolverando quel tormentone che si sente a Salerno ogni volta che uno dei due attaccanti timbra il cartellino. Non vogliamo entrare nel

Un ex. Niente di più. Questo deve rappresentare lunedì sera Alfredo Donnarumma. Già immaginiamo i nostalgici che, al primo stop sbagliato da Calaiò, riproporranno il tormentone: “Ma nuj tenevm a Donnarumma e Coda” rispolverando quel tormentone che si sente a Salerno ogni volta che uno dei due attaccanti timbra il cartellino. Non vogliamo entrare nel merito delle qualità tecniche: nei numeri sono i due centravanti che hanno fatto meglio da quando la Salernitana è tornata in serie B pur alternando gol straordinari a errori a porta vuota che pesarono moltissimo soprattutto nella seconda stagione. Allo stesso modo è inutile rimarcare ancora l’errore gestionale al momento della cessione: incassare 3 milioni di euro per un giocatore preso a parametro zero fu operazione di spessore, molto meno “regalare” Donnarumma all’Empoli ” a titolo oneroso”, ma senza guadagnare nulla per poi sostituirlo con Roberto, Rossi, Rodriguez e Palombi. Al netto degli errori di Bollini (amante della tattica anche a costo di sacrificare i più bravi) e di quel Joao Silva inguardabile, ma titolare in partite anche determinanti, è doveroso rinfrescare la memoria a tutte quelle persone che attuano una tattica assai incoerente e disfattista: contestare un calciatore a Salerno anche mentre allaccia le scarpe per poi rimpiangerlo quando va via dimenticando la storia recente.

E la storia recente insegna che Donnarumma (considerato quasi una alternativa da tre allenatori su quattro, Menichini ne aveva solo due a disposizione e non ha inventato nulla), forse ammaliato dalla sirene della A sponda Palermo, nel 2016-17 lasciò il campo tra i fischi una domenica sì e l’altra pure segnando soltanto 7 gol in 31 gare ufficiali. Altro che “non lo facevano giocare”: il buon Alfredo, out per un mese e mezzo per infortunio, ha avuto tante occasioni, ma la media voto non fu all’altezza dell’annata precedente anche a causa di un atteggiamento svogliato, delle parole del procuratore che parlava di contratti, rinnovi e addii in concomitanza di partite decisive e di una insolita imprecisione sotto porta. “Ma giocava fuori ruolo!” la difesa d’ufficio del partito dei pro-Donnarumma, anche in questo caso smentito dalle statistiche: la Salernitana ha attuato il 4-3-3 o il 3-4-3 schierandolo sulla fascia soltanto in 8 gare su 31! Senza dimenticare che un professionista è a disposizione dell’allenatore e deve sapersi adattare (Mandzukic alla Juventus ha fatto l’esterno per un anno e mezzo, con Sannino abbiamo visto Rosina anche interno di centrocampo) e che è stato il ruolo che ha ricoperto all’inizio della sua carriera con Torrente in quel di Gubbio.

La domanda è lecita: è Donnarumma a dover dire grazie alla Salernitana o viceversa? A nostro avviso è il centravanti napoletano ad essere in debito con una società che lo ha rilanciato a grandi livelli dandogli fiducia dopo la retrocessione in D del  Teramo a mercato praticamente quasi chiuso permettendogli di riscattare l’esperienza di Cittadella laddove, in B, aveva fatto male e segnato poco. Che ad Empoli (in uno squadrone) e Brescia stia facendo grandi cose è innegabile, così come è innegabile che a Salerno la sua fortuna si chiamava Massimo Coda: quando l’attaccante cavese non ha giocato e il peso dell’attacco gravava sulle spalle di Donnarumma la Salernitana non ha mai vinto nè segnato se non ad Avellino nel derby di Natale. L’anno scorso Monaco e Schiavi gli fecero toccare palla solo nel riscaldamento, all’andata segnò una tripletta decisamente agevolato dalla giornata no dei granata. Senza contare quella foto postata sui social che vanificò la apprezzata non esultanza. Si scelga se valutarlo per quanto fatto altrove o per quello che ha dimostrato a Salerno…

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