Donnarumma, la versione ufficiale: via a zero per volontà del calciatore

Donnarumma, la versione ufficiale: via a zero per volontà del calciatore

Quando a dicembre rimarcammo che la standing ovation riservata ad Alfredo Donnarumma era stata esagerata e che è assolutamente ipocrita battere la mano sul petto per poi gioire all’impazzata nello spogliatoio postando sui social una foto che lo ritrae con il pallone in mano e il numero 3 in bella vista, qualcuno ci “massacrò” nello

Quando a dicembre rimarcammo che la standing ovation riservata ad Alfredo Donnarumma era stata esagerata e che è assolutamente ipocrita battere la mano sul petto per poi gioire all’impazzata nello spogliatoio postando sui social una foto che lo ritrae con il pallone in mano e il numero 3 in bella vista, qualcuno ci “massacrò” nello spazio riservato ai commenti. Già, perchè a Salerno va molto di moda fischiare chi indossa la maglia granata e indicarlo come salvatore della patria non appena va via. Nessuno può e deve discutere il valore di un atleta che, dalla promozione col Teramo ad oggi, ha sempre segnato una marea di gol contribuendo alle vittorie degli abruzzesi, alla promozione dell’Empoli, alla salvezza della Salernitana e alla cavalcata del Brescia, ma finalmente è arrivata la versione ufficiale della proprietà rispetto ad un addio che,ancora oggi,rappresenta argomento di discussione. E’ stato Donnarumma, pare già prima della fine della stagione,a chiedere a più riprese di andare via pur avendo ancora un anno di contratto. Ci sarebbe stato anche un colloquio con Alberto Bollini che, dopo averlo impiegato obiettivamente male e fuori ruolo preferendogli Joao Silva, gli aveva chiesto di restare per guidare l’attacco dopo la partenza di Coda ricevendo una risposta negativa. Il cambio di agente, probabilmente, incise sulla scelta e ancora oggi non si sa quanto la Salernitana proponesse per il rinnovo. Ad ogni modo al Donnarumma devastante della prima stagione si contrappose quello svogliato, impreciso, apatico e spesso fischiato della seconda e se tre allenatori su quattro non lo hanno ritenuto titolare inamovibile un motivo dovrà pur esserci. Senza dimenticare le dichiarazioni dell’agente che, per 2-3 volte, in momenti negativi della Salernitana acuiva il malcontento della gente con dichiarazioni evitabili. Tutto con ripercussioni plausibili e facilmente ipotizzabili nello spogliatoio.

Lo stesso Menichini non si è inventato nulla: in rosa c’erano due attaccanti e dovevano giocare per forza loro, anzi quando è mancato Coda contro Vicenza e Modena il buon Alfredo non toccò un solo pallone. E’ chiaro che è stato un errore della società sostituirlo con Bocalon, Rodriguez, Palombi, Rossi, Vuletich e Djuric (messi insieme non arrivano ai gol segnati a Salerno da Donnarumma), è altrettanto chiaro che l’esperienza Nalini insegnava che bisognava muoversi prima facendolo sentire parte integrante del progetto,ma il calcio di oggi è sempre più vittima dei capricci dei calciatori che pretendono e si lamentano anche quando c’è in essere un contratto.Nulla di male, ognuno tira l’acqua al proprio mulino. Ma almeno evitassero di battersi la mano sul petto da ex quando nel secondo anno sono stati segnati 6 gol in oltre trenta apparizioni. Che poi si potesse avviare un braccio di ferro per ricavarci qualcosa (sul sito si parlò di un mai precisato titolo oneroso, pare la Salernitana abbia risparmiato le ultime tre mensilità da corrispondere) è un altro discorso.Ma  Salerno rimpianga di meno chi, pur forte, forse tutto questo grande attaccamento alla maglia non lo ha mai avuto. In attesa, naturalmente, dell’eventuale replica del diretto interessato.

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