Il video di Vannucchi, Aliberti piange: “Truffa a Udine, che tragedia nel treno”

Il video di Vannucchi, Aliberti piange: “Truffa a Udine, che tragedia nel treno”

Si è svolto a Coperchia un altro convegno dedicato alla storia della Salernitana. In una sala gremita e in presenza di giornalisti, tifosi, cittadini, semplici curiosi e addetti ai lavori, Umberto Adinolfi e Marco Rarità hanno brillantemente presentato il libro scritto qualche tempo fa intitolato “C’è solo una maglia” e che sta riscuotendo grandissimo successo

Si è svolto a Coperchia un altro convegno dedicato alla storia della Salernitana. In una sala gremita e in presenza di giornalisti, tifosi, cittadini, semplici curiosi e addetti ai lavori, Umberto Adinolfi e Marco Rarità hanno brillantemente presentato il libro scritto qualche tempo fa intitolato “C’è solo una maglia” e che sta riscuotendo grandissimo successo negli ambienti del tifo granata. L’obiettivo è stato quello di raccontare ai tifosi di ieri, oggi e domani quanto sia cambiata anche cromaticamente la storia della Salernitana: dalla casacca bianca a quella nera passando per il colore celeste in parte riproposto da Lotito e Mezzaroma negli ultimi anni arrivano al granata che, ancora oggi,campeggia con orgoglio in tutt’Italia grazie alla passione della gente. Tanti i momenti particolarmente toccanti: dall’applauso a Peppe Fasano, profondo conoscitore delle vicende del cavalluccio, al saluto di Carlo Noviello che da sempre opera nel sociale passando per il ricordo del compianto Carmine Longo, dell’ex presidente Tedesco e di tanti tifosi che purtroppo ci hanno lasciato molto presto.

Tra i relatori anche Aniello Aliberti, applaudito dai circa 100 tifosi presenti e convinto che “la storia sia finita nel 2005. In quegli anni ritengo si siano vissute emozioni irripetibili: giocavamo un grande calcio, siamo arrivati in serie A, l’Arechi era sempre pieno e la passione della gente era incredibile. Purtroppo ci fecero fuori usando due pesi e due misure, ma nulla potrà cancellare le emozioni che la Salernitana dell’epoca ha regalato a tutti quanti noi”. Presente anche l’ex capitano Luca Fusco (attualmente recordman di presenze), l’avvocato Michele Tedesco e l’intera amministrazione comunale che, nel discorso introduttivo, si è espressa così: “Si avvicina la grande data del 19 giugno, il centenario è un evento troppo importante per una città profondamente innamorata del calcio come quella di Salerno. Siamo onorati di poterne parlare qui, in presenza di tante persone e di chi, come Aliberti, ha regalato a tutti quanti noi le emozioni forse più grandi della nostra vita. Non dimenticheremo mai la cavalcata fino alla serie A”. Tante le pagine di storia rivissute nel racconto degli autori: l’avvento di Rosati, la ripartenza dalla D con la maglia “del Barcellona”, la polemica sui colori dell’attuale casacca (ritenuta amaranto e non granata), le lacrime di Delio Rossi.

Mentre i relatori parlano, sullo sfondo scorrono immagini da brividi che ritraggono tanti di quei calciatori che sono parte integrante di questa storia: Tedesco,Di Bartolomei, Prati, Di Vaio, Di Michele, Tosto, Gattuso, Breda, Fresi, Pisano, Tudisco, Grimaudo, tanto per citarne qualcuno. Il momento più triste e più bello? La produzione del video del gol di Vannucchi al 90′ contro il Vicenza, quando tutti pensavamo la Salernitana avesse raggiunto la salvezza mentre a Udine maturava un risultato alquanto anomalo. Aliberti, ritratto in lacrime nelle foto dell’epoca, si è espresso così: “Ho pianto perchè in quella settimana si erano sviluppate tante tensioni. La squadra aveva valori importanti, il Vicenza pur retrocesso stava disputando la partita della vita difendendo il pareggio. Mi arrabbiavo tantissimo per quel comportamento, quel gol doveva valere la salvezza e nessuno si aspettava il successo del Perugia a Udine. Quando ho appreso del ko friulano ho avuto certezza della truffa, pagammo molto caro quella retrocessione. Tutto finì con la morte dei 4 ragazzi…“. Discorso interrotto dalle lacrime. Lacrime che Salerno versa ancora.

Fusco aggiunge: “L’Udinese si giocava la Champions e perse in casa col Perugia, purtroppo quella squadra con grandissimi valori retrocesse. Avevamo un grandissimo presidente e un grandissimo uomo alle spalle, se ci fossimo salvati si poteva aprire un ciclo importante. Eravamo giovani, ma tutti di qualità. Il gol di Vannucchi sembrava aver sancito la salvezza, quando nello spogliatoio leggemmo gli altri risultati restammo senza parole. Poi la tragedia della morte dei 4 ragazzi:  da quel momento in poi sono cambiate tante cose”. 

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