L’ex. Nalini, scarsa riconoscenza o gestione sbagliata?

L’ex. Nalini, scarsa riconoscenza o gestione sbagliata?

Quando nel 2013 fu prelevato dalla Virtus Vecomp Verona, molti tifosi si chiedevano chi fosse questo ragazzo ai più sconosciuto e che, fino a qualche settimana prima, si alzava all’alba per arrotondare lo stipendio lavorando in una salumeria. Una storia sicuramente bella, conferma del fatto che i sacrifici ripagano sempre e che avere una fitta

Quando nel 2013 fu prelevato dalla Virtus Vecomp Verona, molti tifosi si chiedevano chi fosse questo ragazzo ai più sconosciuto e che, fino a qualche settimana prima, si alzava all’alba per arrotondare lo stipendio lavorando in una salumeria. Una storia sicuramente bella, conferma del fatto che i sacrifici ripagano sempre e che avere una fitta rete di osservatori permette di scovare anche nelle categorie inferiori giocatori di un certo livello a costo irrisorio. Andrea Nalini ha vissuto a Salerno un triennio intenso e complicato: l’infortunio del primo anno dopo l’esordio in coppa, uno strepitoso girone d’andata nel 2014, il ruolo determinante svolto per la promozione della Salernitana in B e per la successiva salvezza, merito di quella inarrestabile sgroppata sulla fascia e di quel cross a tagliare quasi da fermo che era manna dal cielo per gli attaccanti e un incubo per i difensori avversari. E’ stato forse il calciatore più forte dell’era Lotito-Mezzaroma e solo i numerosi guai fisici non gli hanno permesso di restare stabilmente in A laddove, col Crotone, si è comunque tolto le sue soddisfazioni. Peccato che l’avventura all’ombra dell’Arechi si sia conclusa nel peggiore dei modi, tra dichiarazioni al veleno e l’attacco della società che parlò di scarsa riconoscenza e di rinnovo proposto più volte e puntualmente rifiutato per l’accordo già trovato con un altro club.

In questa vicenda che ancora oggi fa discutere ci sono due cose certe: non bisognava ridursi agli ultimi mesi per blindare un calciatore in scadenza e Nalini deve comunque sempre dire grazie alla Salernitana che, in pratica, gli ha garantito uno stipendio non di alto livello, ma comunque preciso e puntuale pur non avendolo praticamente mai a disposizione per due anni e mezzo su tre. Non sono mai stati svelati i dettagli della proposta successiva, qualcuno sposa la tesi di un’offerta economicamente insufficiente e lontanissima dalle richieste originarie. Altri parlano della volontà di cautelarsi da parte della proprietà: pluriennale con stipendio basso la prima stagione e ingaggio raddoppiato anno dopo anno con bonus per presenze e gol segnati. Domenica tornerà all’Arechi da avversario. Purtroppo se fosse vero che Lotito e Mezzaroma non hanno saputo gestire la trattativa a dovere. Per fortuna se aveva già l’accordo con il Crotone e ha dimenticato quanto la Salernitana sia stata determinante per la sua carriera.

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