Se solo foste come loro…

Se solo foste come loro…

Abbiamo rimarcato più volte che è fuori strada chi pensa che la scelta di disertare l’Arechi dipenda esclusivamente dai risultati. Abbiamo altresì sottolineato che la campagna acquisti operata dal direttore generale Angelo Fabiani sia stata sbagliata, che sia Colantuono, sia Gregucci hanno commessa una marea di errori (soprattutto il primo) e che Lotito e Mezzaroma,

Abbiamo rimarcato più volte che è fuori strada chi pensa che la scelta di disertare l’Arechi dipenda esclusivamente dai risultati. Abbiamo altresì sottolineato che la campagna acquisti operata dal direttore generale Angelo Fabiani sia stata sbagliata, che sia Colantuono, sia Gregucci hanno commessa una marea di errori (soprattutto il primo) e che Lotito e Mezzaroma, dal ritorno in B ad oggi, non sono stati in grado di garantire un progetto ambizioso come accaduto fino al maggio del 2015. Sarebbe un errore grossolano, però, esonerare da ogni responsabilità i calciatori. Al di là delle doti tecniche è troppo evidente che è un gruppo che non si è mai trasformato in una squadra. Tra chi pensa al futuro con la Lazio e gente a fine carriera o perennemente infortunata vien da chiedersi perchè gli attuali componenti della rosa dovrebbero gettare il cuore oltre l’ostacolo consapevoli che di ambizioni ce ne sono poche (e quanto detto da Vitale al momento dell’addio è emblematico), che lo stipendio lo percepiscono a prescindere che, male che vada, potranno dare la colpa alle pressioni, ai fattori imponderabili e alla piazza. Esultanze fredde, scarsa reattività dopo lo svantaggio, nessun leader nello spogliatoio (manca dai tempi del buon Manolo), nessuno che ci metta la faccia nei momenti di difficoltà, un senso di appartenenza inesistente, con sorrisi social anche dopo una sconfitta che lasciano tante perplessità. La foto dell’articolo mostra una squadra di uomini veri, un gruppo che ha fatto innamorare e piangere Salerno per il suo amore per i colori granata.

Tutti, senza percepire un euro di stipendio e anzi rimettendoci, decisero di scendere in campo gratis e diedero vita a scene da libro Cuore meritevoli di rispetto quanto i successi degli anni Novanta o le imprese del Sessanta con Rosati. Dai 2000 di Salernitana-Sud Tirol si passò rapidamente a 10mila spettatori di media, anche chi non poteva essere allo stadio acquistava il biglietto per aiutare economicamente una barca che stava andando alla deriva. Si chiuse con l’abbraccio commovente di 32mila persone che, intonando un bellissimo “Fino alla fine Salernitana”, si ritrovarono all’Arechi per la gara col Verona in quel 19 giugno tristissimo e allo stesso tempo toccante. Tutti sapevano che il fallimento era dietro l’angolo, ma prevalse la voglia di amare fino in fondo la maglia granata e di stringersi al fianco di un gruppo con gli attributi e dai sentimenti autentici. Se solo questa squadra incarnasse metà di quei valori…

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