Ci scrive un tifoso: “Mercato, solito fumo e programmazione zero. Si trovi un’alternativa alla società”

Ci scrive un tifoso: “Mercato, solito fumo e programmazione zero. Si trovi un’alternativa alla società”

Come abbiamo detto domenica mattina in sede di presentazione di questa nuova iniziativa editoriale, il punto di riferimento fondamentale sarebbero stati i tifosi. Attraverso messaggi e commenti l’interazione con la gente sta diventando sempre più intensa e siamo felici di pubblicare la lettera di Enzo Lodato, persona letteralmente innamorata dei colori granata, che dedica gran

Come abbiamo detto domenica mattina in sede di presentazione di questa nuova iniziativa editoriale, il punto di riferimento fondamentale sarebbero stati i tifosi. Attraverso messaggi e commenti l’interazione con la gente sta diventando sempre più intensa e siamo felici di pubblicare la lettera di Enzo Lodato, persona letteralmente innamorata dei colori granata, che dedica gran parte della propria vita alla squadra del cuore e che, con lungimiranza, sin dall’anno della promozione in serie B sta ponendo l’accento su diverse problematiche che potrebbero essere pagate a caro prezzo nel futuro. Ecco le sue parole: “Chi mi conosce sa che sono un malato di Salernitana, una persona che ha lasciato sola la moglie nel giorno del viaggio di nozze per andare a Bergamo a vedere la partita. Nell’era Lotito-Mezzaroma ho sempre dato grande fiducia a questa società pur essendoci alcune cose che non mi convincevano: essere considerati la “seconda squadra della Lazio”, la regola sulla multiproprietà che ad oggi esiste e certo non ci fa stare tranquilli, ma soprattutto la gestione tecnica ed emotiva della Salernitana. La cantilena del centenario è diventata stucchevole: a me sembra che, al momento, il calciomercato stia andando nella stessa situazione degli anni passati e che si tenda a pensare più al guadagno che all’investimento. Il tifoso deve sostenere la squadra senza entrare troppo in aspetti che ci competono poco, ma chi paga abbonamento e biglietto da una vita ha il diritto di far suonare un campanello d’allarme se lo ritiene necessario. Ma la società si è chiesta come mai, pur essendo in B dopo essere partiti dal nulla, lo stadio è sempre più vuoto e c’era più gente per il compleanno della Salernitana che per una partita di campionato? Si rendono conto che c’è un disinteresse totale e che solo i “malati” come me vanno sempre allo stadio? Le domande sarebbero tantissime: sono uno di quelli che si arrabbia quando Vignes va alla Lazio e sarà rivenduto a peso d’oro da Lotito tra qualche tempo, sono uno di quelli che si chiede come possa essere valutata 15-20 milioni di euro una società con un settore giovanile senza profili importanti e con un parco giocatori non certo di primo ordine.

Da anni vediamo che il mercato inizia con la cessione dei calciatori migliori, tutto in poco tempo. Poi, se bisogna investire e mettere mano al portafoglio, passano settimane e settimane e alla fine si deve risolvere tutto nelle ultime 24 ore. Un tifoso come me, una piazza come Salerno, meritavano di partire per il ritiro con il portiere, un difensore centrale forte, un grande regista e un bomber vero. Tutti questi innesti sono discreti giocatori che possono fare la differenza solo se affiancati da 3-4 top player. Che non sono necessariamente nomi di grido: quando venne Rosina fui tra i pochi a lamentarmi, nel 2007 l’avvento di Di Napoli mi fece capire che ci avviavamo verso periodi neri per quanto era costato. Però mi chiedo: perchè le neopromosse possono trattare Ciofani, Dionisi, Kragl e Bizzarri mentre noi dobbiamo aspettare che le “seconde scelte” non abbiano proposte migliori? Siamo talmente abituati a prendere giocatori normali per la categoria che Altobelli e Palumbo sembrano grandi colpi, in realtà è ordinaria amministrazione per chi, ad ora, è più scarso dell’anno scorso. La garanzia è Colantuono? Benissimo, si faccia rispettare sul mercato e pretenda i giocatori bravi e investimenti concreti. 4 milioni di euro sono entrati nelle casse societarie, ora vanno investiti. Viceversa dia un segnale forte anche a costo di dimettersi. Perchè Salerno merita chiarezza, merita la promessa di lottare per il massimo. Non dichiarazioni di circostanza e trattative che durano un mese. Io come sempre sarò al mio posto perchè sono malato di Salernitana, ma le operazioni Monaco, Vignes, Jallow e gli ingaggi bassi proposti a tanti giocatori bravi farebbero davvero passare la voglia. Siamo una piazza da serie A, se ad Ascoli investe un grande gruppo imprenditoriale perchè nessuno potrebbe acquisire la Salernitana e portarci dove ci spetta di diritto, magari con una maglia granata e non viola, interviste, allenamenti a porte aperte e incentivi per i più piccoli? Spero che i fatti mi smentiscano, ad oggi c’è solo tanta confusione”

 

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