Maresca (Colosseo Granata): “Vivo a Roma, ma mi abbono: la Salernitana siamo noi. Il mio appello alla società…”

Maresca (Colosseo Granata): “Vivo a Roma, ma mi abbono: la Salernitana siamo noi. Il mio appello alla società…”

Prosegue il nostro viaggio tra i tifosi della Salernitana, argomento di discussione i pochi abbonamenti venduti in questa prima settimana. Quali le cause? Tante, tra queste anche la crisi economica che attanaglia diverse famiglie e anche l’incertezza sui giorni in cui si disputeranno le partite di campionato. Abbiamo pubblicato nei giorni scorsi la lettera di

Prosegue il nostro viaggio tra i tifosi della Salernitana, argomento di discussione i pochi abbonamenti venduti in questa prima settimana. Quali le cause? Tante, tra queste anche la crisi economica che attanaglia diverse famiglie e anche l’incertezza sui giorni in cui si disputeranno le partite di campionato. Abbiamo pubblicato nei giorni scorsi la lettera di Enzo Lodato che, pur abbonandosi, non è stato tenerissimo nei confronti della società. Oggi diamo parola a Rosario Maresca, esponente di spicco del club Colosseo Granata che, pur vivendo a Roma, ha sottoscritto l’abbonamento e ha lanciato un appello a tutta la piazza: “Vivo a Roma e sono consapevole che non potrò essere presente ogni settimana all’Arechi, ma ho un mio pensiero e spero possa essere condiviso: come possiamo pretendere sempre tutto dalla società se poi non spendiamo nemmeno 100 euro all’anno per dare un contributo simbolico? Ognuno può avere il proprio punto di vista sull’allestimento della rosa e sulla gestione di Lotito e Mezzaroma, ma la Salernitana ha senso soltanto se la gente va allo stadio: siamo noi la vera forza della squadra, quel patrimonio che fa la differenza. Questo clima di scetticismo, probabilmente, è alimentato anche da tutti quei tifosi da tastiera che non vengono allo stadio, ma che attraverso i social destabilizzano e creano malumore. Seguo spesso le dirette facebook di Franco Esposito, i commenti che arrivano sono sempre catastrofici e disfattisti. A me questo dispiace, è brutto vedere un Arechi vuoto e un disinteresse così dilagante. Vorrei ricordare a tutti che anche nel 1993, nell’era di Casillo, eravamo tutti insoddisfatti e pretendevamo i grandi nomi. L’annata cominciò contestando i ragazzi che si allenavano a Lagonegro agli ordini di un allenatore sconosciuto, sappiamo benissimo come sia andata a finire quella stagione. Diamo fiducia alla società, chi come me segue la Salernitana da decenni sa bene quanto sia importante una categoria come la serie B e me la tengo stretta. E vedrete che allestiranno una rosa all’altezza: il mercato è appena iniziato, ci sono tempi e modi per portare a Salerno quei 3-4 tasselli di spessore che servono per essere protagonisti”.

Non manca anche un appello alla società: “Non entro nelle scelte tecniche, a me tocca fare il tifoso e il mio amore lo dimostro presenziando sugli spalti pur vivendo a Roma. Frequentando la curva, però, vedo che nell’anello inferiore sono presenti persone di età media superiore ai 50 anni. Ecco, questo è quello che manca: il rapporto con le nuove generazioni. Tanto di cappello per la scelta della proprietà e della dirigenza di abbassare il costo degli abbonamenti, è come se si pagassero 6 euro a partita e va dato atto a Lotito, Mezzaroma e Fabiani di aver fatto un gran gesto. Questo, però, servirà a poco se non si prevederanno iniziative rivolte esclusivamente ai giovani, a quei bambini che non riescono ad innamorarsi della maglia granata e del cavalluccio marino. Potrebbe essere importante inserire nei quadri dirigenziali un ex calciatore della Salernitana che vive a Salerno. Tempo fa, con il mio club, ho aderito ad una iniziativa di beneficenza: in rappresentanza della prima squadra c’era Orlando che, pur essendo un bravissimo ragazzo, non aveva mai giocato e in molti non lo riconobbero. Quando invece chiamammo sul palco Grimaudo ci fu l’apoteosi. Ecco, a questa società manca un leader che possa trascinare l’ambiente e rappresentare un punto di riferimento dietro e fuori dal campo. E’ nell’interesse di tutti riportare i giovani al fianco della prima realtà calcistica cittadina, viceversa tra 10-15 anni non esisteranno più tifosi della Salernitana e l’Arechi sarà sempre deserto”.

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