23 maggio, chi imbroglia chiede giustizia. 20 anni fa, però, ammazzavano la Salernitana a Piacenza

23 maggio, chi imbroglia chiede giustizia. 20 anni fa, però, ammazzavano la Salernitana a Piacenza

Il 23 maggio non sarà mai una data come tutte quante le altre. Ogni cittadino di Salerno, tifoso e non, sa bene che in quel di Piacenza, esattamente 20 anni fa, andava  in scena il classico delitto perfetto. Risultati anomali sugli altri campi, arbitraggio scientifico di un personaggio che non avrebbe più diretto alcuna partita,

Il 23 maggio non sarà mai una data come tutte quante le altre. Ogni cittadino di Salerno, tifoso e non, sa bene che in quel di Piacenza, esattamente 20 anni fa, andava  in scena il classico delitto perfetto. Risultati anomali sugli altri campi, arbitraggio scientifico di un personaggio che non avrebbe più diretto alcuna partita, scudetto al Milan, salvezza al Perugia, un rigore solare non concesso al 96′ e Salernitana in serie B al termine di un girone di ritorno da Coppa Uefa e che poteva far da preludio ad un qualcosa di importantissimo negli anni successivi. Rodomonti, Famiglia Cristiana, Calori, Tuta, Venezia-Bari, il gol annullato a Di Michele al San Nicola, i sospetti di Cagliari, l’espulsione di Fusco all’esordio, i torti a ripetizione, il colpaccio al Friuli di chi non aveva mai vinto in trasferta, tutto preludio a quella che sarà calciopoli e che vide nella Salernitana la prima vittima. Tutto ha indirettamente contribuito a quanto successe su quel maledetto treno 24 ore più tardi, chi oggi si indigna e parla di giustizia difendendo chi ha imbrogliato e continua a farlo dovrebbe avere la decenza di tacere. Il Palermo, con un presidente agli arresti domiciliari, 50 milioni di euro di debiti ,falsi in bilancio e reati da codice penale, chiede la B dopo 5 anni ricchi di punti interrogativi. Il Foggia, che pagava gli stipendi in nero pare con accordi con la criminalità organizzata, in B non dovrebbe proprio esserci eppure se la prendono con Lotito e la Salernitana. L’ipocrisia tutta italiana, una stampa nazionale che getta fango su chi, il 23 maggio di 20 anni fa, veniva ucciso e retrocesso a tavolino. E chi continua a pensare- compresi tanti salernitani- che i granata siano avvantaggiati da questa situazione probabilmente non conosce la storia. Una storia che parla di una Salernitana sempre vittima del sistema e del palazzo, condannata al primo errore anche quando Aliberti immetteva sette milioni di euro cash per rispettare i parametri Co.Vi.Soc, ma salvavano Messina, Lazio e Reggina. Senza contare che anche il club allo sbando di Lombardi si sarebbe potuto salvare se a Verona avessero designato un arbitro equo…

Altre News