4 anni fa la morte di Zac…un cuore granata

4 anni fa la morte di Zac…un cuore granata

Esattamente 4 anni fa una bruttissima notizia sconvolse il mondo del giornalismo e tutta la città di Salerno che, negli anni, aveva imparato ad apprezzarne le qualità umane e professionali riconoscendogli un enorme senso di appartenenza e un enorme amore per la Salernitana che lo spingeva, in Argentina, ad emozionarsi ogni volta che qualche squadra

Esattamente 4 anni fa una bruttissima notizia sconvolse il mondo del giornalismo e tutta la città di Salerno che, negli anni, aveva imparato ad apprezzarne le qualità umane e professionali riconoscendogli un enorme senso di appartenenza e un enorme amore per la Salernitana che lo spingeva, in Argentina, ad emozionarsi ogni volta che qualche squadra sudamericana indossava la maglia granata. “Quella curva mi ricorda quella dell’Arechi, mò cerco di mandarti il video” uno degli ultimi messaggi che scambiò col sottoscritto ricordando con affetto un’intervista esclusiva realizzata con Juan Sebastian Veron, uno dei migliori centrocampisti della storia ai quali si rivolse grossomodo così: “Tu hai calcato campi internazionali, hai disputato i mondiali e vinto coppe e scudetti: ma che ricordo hai dello stadio Arechi di Salerno?”, più o meno la stessa domanda che faceva con orgoglio a tutti i campioni che ha incrociato sulla sua strada. Ancora oggi, quando staziono nei pressi della tribuna stampa, cala un velo di malinconia. Ogni domenica, infatti, l’abitudine era quella di aspettarlo per commentare la formazione, la classifica e le scelte dell’allenatore avversario. Sempre con ironia e con quella saggezza che lo rese un punto di riferimento soprattutto per le nuove generazioni. “Non ti preoccupare, appena realizzo qualche progetto ti chiamo e ti inserisco” altra frase che rivolgeva ai giovani colleghi che trattava con lo stesso rispetto dei veterani, lui che amava dare consigli senza mai essere invadente. Sono passati 4 anni, il ricordo è sempre vivissimo e la ferita non si è mai chiusa. Bene ha fatto Alfonso Maria, il figlio, a raccontarlo anche a chi non lo ha conosciuto sempre con il sorriso sulle labbra. Quel sorriso che, siamo certi, lassù fa ogni volta che segna Tiago Casasola. Immaginiamo quale sarebbe il suo commento: “Che cosa bella. E’ argentino e indossa la maglia della Salernitana”. Oggi come allora Salerno ricorda l’eterno Zac, parte integrante della storia che sarà celebrata il prossimo 19 giugno. Lui è stato, è e sempre sarà un capitolo significativo.

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