4 anni in fotocopia, fallimento senza play off. Djuric, era meglio tacere

4 anni in fotocopia, fallimento senza play off. Djuric, era meglio tacere

Per qualcuno è un copione già scritto, per altri semplicemente il risultato di una campagna acquisti giudicata ottima da tutti ad agosto e lacunosa a gennaio. A prescindere da ogni presa di posizione è lapalissiano che la Salernitana stia disputando un campionato mediocre e che non possa essere sempre colpa degli allenatori (che pure ci

Per qualcuno è un copione già scritto, per altri semplicemente il risultato di una campagna acquisti giudicata ottima da tutti ad agosto e lacunosa a gennaio. A prescindere da ogni presa di posizione è lapalissiano che la Salernitana stia disputando un campionato mediocre e che non possa essere sempre colpa degli allenatori (che pure ci stanno mettendo del loro, Gregucci compreso) o dei fattori imponderabili tanto cari a Lotito. Il patron, dopo la scorpacciata di gol nel derby tra Lazio e Roma, ha ovviamente disertato l’appuntamento con il Curi e ormai non segue i granata in trasferta da tempo immemore proprio ora che ci sarebbe da lanciare un segnale di vicinanza e presenza affinché i problemi possano essere capiti e individuati. Risolverli sarebbe impossibile: il mercato è chiuso, la gestione degli infortunati ha lasciato a desiderare (il caso Akpro è clamoroso), nulla si fa per riavvicinare la piazza e le posizioni di rilievo sono ormai irraggiungibili. Va da se’ che non qualificarsi ai play off sarebbe un fallimento, con l’ulteriore aggravante che già l’anno scorso ci fu un campionato anonimo e privo di emozioni. Si era parlato di progetto triennale, siamo al quarto anno e grossomodo ogni stagione si assomiglia: inizio positivo, crollo sotto Natale, altalena di risultati tra gennaio e marzo, ripresa e nuovo crollo. Oggi abbiamo visto una squadra senza anima, senza idee, con scarso impegno in qualche elemento e una confusione tattica imbarazzante. Un po’ come accaduto nel primo anno (salvezza anche grazie alle disgrazie del Lanciano), nel secondo (il meno peggio, con 4 vittorie di fila e un buon ruolino di marcia con Bollini) e nel terzo.

Che si debba rivalutare il lavoro di Colantuono? No, ma è palese che l’ex allenatore avesse capito i limiti della rosa basando tutto su fisicità e ripartenze. Che poi meritasse l’esonero è un altro discorso e lo ribadiamo, anzi forse non andava nemmeno riconfermato a giugno. Ora è tempo di chiarezza: Lotito, Mezzaroma e Fabiani hanno ragione quando dicono che mesi fa tutti indicavano la Salernitana come outsider, ma visto che il campo ha detto il contrario sarebbe ora di spiegare cosa manchi per questo salto di qualità che tarda ad arrivare. In attesa di capire Rosina e Di Gennaro che fine abbiano fatto, chiudiamo con Milan Djuric. Inopportuno dire in sala stampa, con un atteggiamento quasi scocciato, che ha segnato in carriera e che molti non conoscono il suo passato. Lo conosciamo benissimo e proprio per questo, quando firmò per la modica cifra di 2 milioni di euro su indicazione di Colantuono, fummo tra i pochi a bocciare tale operazione rimarcando che con quella cifra si potevano prendere due top player per la categoria.  Può prendersela con chi vuole, ma la realtà dei fatti è che sta fallendo. Senza se e senza ma. Non c’è tempo per aspettare un Calaiò evidentemente sulle gambe, ma meglio un arciere a mezzo servizio che un Djuric pienamente in forma.

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