90 minuti della vita, in B…occa al lupo Salernitana!

90 minuti della vita, in B…occa al lupo Salernitana!

Per chi non ama il calcio o lo segue in modo più distaccato sembra quasi incomprensibile e patologico piangere, non dormire, agitarsi o emozionarsi per una squadra. Se da un mese a questa parte, però, migliaia di persone stanno vivendo in simbiosi con la Salernitana uno dei momenti più delicati della storia pensando 24 ore

Per chi non ama il calcio o lo segue in modo più distaccato sembra quasi incomprensibile e patologico piangere, non dormire, agitarsi o emozionarsi per una squadra. Se da un mese a questa parte, però, migliaia di persone stanno vivendo in simbiosi con la Salernitana uno dei momenti più delicati della storia pensando 24 ore su 24 al mantenimento della categoria anche a costo di seguire vicende giudiziarie che indirettamente hanno segnato il destino dei granata vuol dire che per tutti quella maglia e quel simbolo rappresentano qualcosa che va oltre…un motivo di vita! La Salernitana è come un parente, un qualcosa di famiglia, una presenza nella quotidianità. Ora sta soffrendo e mercoledì sera, al netto di ogni contestazione, c’erano 13mila persone sugli spalti che le hanno permesso di tornare alla vittoria dopo tempo immemore. Hanno fatto la differenza, per buona pace di molti assenti (non appartenenti ai gruppi ultras, sia chiaro) che non vedevano l’ora di celebrare il funerale sportivo. Gli è andata male, possono restare a casa anche in futuro. Quel lampo di Zigoni al 91′ ha asciugato le lacrime di Cosmi (da oscar quanto sta facendo in questi dieci giorni, strategico anche soffermarsi su un rigore tutt’altro che netto…perchè non parla dei due “regali” col Pescara?) e acuito la tensione del popolo granata. Tutto è ancora in gioco, contro un Venezia abbandonato dai suoi tifosi (è un vantaggio, certo, ma non sarebbe stato comunque un ambiente stile Zaccheria di Foggia), più forte di quanto non dica la classifica, guidato da un presidente potente e da un allenatore espertissimo e valore aggiunto in queste gare secche.

I lagunari da tantissimo tempo non vincono in casa con due gol di scarto (toccatevi quello che volete, siete autorizzati), la Salernitana però in trasferta naufraga da febbraio. Che Menichini non si inventi nulla (i suoi cambi hanno già creato qualche danno sia a Pescara, sia all’andata), che la squadra riscatti una stagione pessima e vergognosa tirando fuori l’orgoglio, che la società sproni a dovere i propri tesserati e chieda scusa prima, durante e dopo per aver prolungato l’agonia fino a dieci giorni prima delle grandi celebrazioni. Imperdonabile. Al fianco di Sua Maestà ci saranno mille sudditi e se è vero che senza diserzione forse forse quel punticino tra Carpi e Cosenza sarebbe arrivato è altrettanto vero che senza la bolgia di mercoledì scorso oggi non ci sarebbero più speranze. Occhio a Zigoni (che non è Batistuta, sia chiaro), a Pinato, alle “provocazioni” di una vecchia volpe come Domizzi, al portiere Vicario (che se non avesse fatto quel miracolo su Casasola a marzo avrebbe consegnato alla Salernitana un altro destino), occhio a tutti quegli pseudo tifosi che oggi aspetteranno con ansia la retrocessione per sfogarsi a vita sui social, occhio a dimenticare che, con tutti i suoi difetti, questa squadra singolarmente non vale il quart’ultimo posto e può andare a vincere a Venezia aiutata anche da mille persone. Perchè il paradosso è proprio questo: nonostante quattro mesi ignobili il destino è ancora nelle mani della Salernitana. Il gol di Zigoni ha causato notti insonni e generato un clima di disfattismo totale, ma in fondo si va in laguna giocando praticamente in casa e con il vantaggio dei due risultati su tre. Mica poco? Allora forza Salernitana…oggi più prima!

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