Amarcord granata: 17 anni fa i 10 piani di morbidezza

Amarcord granata: 17 anni fa i 10 piani di morbidezza

Una giornata da ricordare per sempre, una coreografia ancora oggi gettonatissima sul web e votata come una delle più originali e ironiche della storia a livello mondiale. 17 anni fa, in uno stadio da brividi, si giocò il derby tra Salernitana e Napoli: da un lato i granata di Zeman reduci da tre vittorie consecutive

Una giornata da ricordare per sempre, una coreografia ancora oggi gettonatissima sul web e votata come una delle più originali e ironiche della storia a livello mondiale. 17 anni fa, in uno stadio da brividi, si giocò il derby tra Salernitana e Napoli: da un lato i granata di Zeman reduci da tre vittorie consecutive contro Pistoiese, Siena e Messina, dall’altro gli azzurri di De Canio ancora sotto shock per il gol di Lazzaro al 94′ che un mese e mezzo prima aveva gelato il San Paolo ridimensionando le ambizioni promozione. Sin da ora di pranzo l’Arechi era gremito in ogni ordine di posto, 30mila spettatori in totale e una scenografia da brividi che strappò qualche applauso anche ai supporters napoletani rimasti ammutoliti e protagonisti in negativo all’esterno dello stadio. I 10 piani di morbidezza, però, fecero capire immediatamente a Stellone e compagni che ci sarebbe stato poco da fare a cospetto di una Salernitana così in forma e di quel muro umano che, sulle note di “Chi non salta è napoletano”, spinse i propri beniamini verso l’impresa. Vignaroli la sbloccò sotto la Sud sfruttando una cavalcata straordinaria di Campedelli, Giacomino Tedesco piegò le mani al compianto Mancini con una mazzata dai 25 metri, Stellone regalò 7 minuti di speranza al popolo partenopeo prima del tris calato da Bellotto e del poker sfiorato da Arcadio. Come dimenticare le cavalcate di Babu (il migliore in campo per distacco), l’abbraccio tra il salernitano Fusco e il presidente Aliberti a bordo campo, il boato del pubblico a fine gara, quella classifica che permetteva di nuovo di sognare. 17 anni fa una delle gioie più belle della secolare storia granata, uno dei tanti successi regalati da uno stadio che, per passione e calore, non ha nulla da invidiare a nessuna tifoseria italiana.

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