Autogol De Luca: nel 2011 il suo sì alla “succursale” e la testa di somaro

Autogol De Luca: nel 2011 il suo sì alla “succursale” e la testa di somaro

Le dichiarazioni del Governatore della Campania Vincenzo De Luca continuano a rappresentare un argomento di discussione in grado di dividere la tifoseria: da un lato chi reputa fondamentale la discesa in campo in prima persona dell’ex Sindaco affinché possa trovare adeguate alternative all’attuale società sportiva (ma nel 2011, con un fallimento alle porte, l’impresa fallì

Le dichiarazioni del Governatore della Campania Vincenzo De Luca continuano a rappresentare un argomento di discussione in grado di dividere la tifoseria: da un lato chi reputa fondamentale la discesa in campo in prima persona dell’ex Sindaco affinché possa trovare adeguate alternative all’attuale società sportiva (ma nel 2011, con un fallimento alle porte, l’impresa fallì e non è il caso di riporre eccessive aspettative), dall’altro chi ricorda a De Luca che è stato lui a scegliere Lotito e Mezzaroma e che un eventuale chiarimento deve essere richiesto privatamente e non a mezzo stampa. In tanti ricordano quanto accadde nel 2009, con la diatriba tra Lombardi e De Luca che rappresentò l’inizio della fine. Motivo del contendere? La gestione dello stadio e il no a quel progetto di riqualificazione dell’Arechi che avrebbe potuto arricchire le casse societarie e spingere l’azionista di minoranza Vittorio Murolo a proseguire nella sua avventura. Ad ogni modo nelle parole di De Luca si evidenziano alcune contraddizioni. Anzitutto non ha senso chiedere ora un chiarimento sulla vicenda multiproprietà dal momento che la regola (solo teoricamente ostativa) vigeva già nel 2011, prima della decisione finale: se si punta su Lotito e Mezzaroma si sa bene a quali rischi normativi si va incontro, inutile rimarcarlo 8 anni dopo.

C’è poi una dichiarazione che acuisce il malcontento del partito che vede nella Salernitana una succursale della Lazio. De Luca, nello specifico, afferma che “non era sbagliato il progetto di Lotito. E’ titolare di una squadra di serie A che lotta per obiettivi primari, ma l’idea di avere un altro club in seconda categoria che fosse un grande vivaio di atleti da formare non era certo errata“. Del resto chi ha buona memoria ricorderà che già in quella famosa conferenza del 26 luglio 2011 De Luca indicò nella presenza alle spalle della Lazio uno dei motivi principali che lo spinsero ad accettare quella proposta preferendola alle altre sei, obiettivamente molto meno solide sul piano economico e progettuale. Nella circostanza fu proprio Lotito a correggere il Governatore asserendo che “in avvio ci potremo avvalere di qualche calciatore laziale perchè non abbiamo nulla e i tempi sono ristretti, ma nel tempo va costruito un percorso autonomo e slegato dalla Lazio”.Non esatto nemmeno il discorso sulle strutture: fu Lotito a suggerire l’idea dell’adesione al credito sportivo per reperire i soldi sufficienti per il restauro del Volpe, fu l’attuale società a risolvere la querelle del manto erboso e del sistema di drenaggio obsoleto e che l’amministrazione comunale aveva trascurato per decenni. Che poi ci sia stato un accordo sul prezzo del fitto conveniente per entrambi è un altro discorso. De Luca, infine, ha chiuso il suo lungo intervento (in parte anche condivisibile) ricordando la gloriosa storia della Salernitana, quella storia che fu sminuita quando il cavalluccio marino fu definito “una testa di somaro”. A volte occorre per tutti rinfrescare la memoria.

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