Beneventus. Nasca il migliore dei giallorossi, soliti “aiutini”

Beneventus. Nasca il migliore dei giallorossi, soliti “aiutini”

La premessa è d’obbligo: nessuno pensa alla cattiva fede nè vuole sminuire l’operato di una squadra destinata a lottare fino alla fine per la promozione diretta anche grazie alla folle regola del paracadute che permette ad una società già economicamente valida di spendere più della concorrenza. Per la serie “se retrocedi ti premiamo”, roba tutta

La premessa è d’obbligo: nessuno pensa alla cattiva fede nè vuole sminuire l’operato di una squadra destinata a lottare fino alla fine per la promozione diretta anche grazie alla folle regola del paracadute che permette ad una società già economicamente valida di spendere più della concorrenza. Per la serie “se retrocedi ti premiamo”, roba tutta italiana senza senso. Quanto accaduto oggi al “Vigorito”, però, induce a preoccuparsi ulteriormente in vista del derby di venerdì sera. Non tanto per le qualità del Benevento, inguardabile a Lecce così come oggi col Venezia per sessanta minuti, quanto per alcune decisioni arbitrali che, nell’arco della stagione, spesso sono state indirettamente favorevoli ai ragazzi di Bucchi. E’ toccato a Nasca beccare un 4 in pagella per aver diretto a senso unico: ai lagunari mancano due rigori, al Benevento ne è stato concesso uno generoso, anche l’espulsione di Domizzi è apparsa eccessiva e, di fatto, ha virtualmente chiuso la pratica. Lo stesso Nasca che diresse il derby tra sanniti e Salernitana del marzo del 2017, con penalty inesistente allo stregone al 92′, una mancata espulsione per un fallaccio su Sprocati e il rosso eccessivo ai danni di Odjer, senza dimenticare che Pezzi commise fallo in chiara occasione da gol su Improta senza essere mandato anzitempo sotto la doccia. Quest’anno i giallorossi hanno usufruito di un buon numero di rigori a favore, una costante anche nelle stagioni passate e in categorie inferiori. Non dimentichiamo tutto quello che accadde durante il testa a testa del 2014-15: a Salerno sottolineavano una domenica sì e l’altra pure un atteggiamento generoso delle giacchette nere nei confronti di Eusepi e compagni che, una volta abbandonati dalla dea bendata, dovettero arrendersi allo strapotere granata. A preoccupare, dunque, deve essere anche la designazione. Al netto del 4-0 che rovinò San Matteo ai salernitani, ricordiamo che Pezzuto graziò Tello e Insigne che andavano espulsi per falli da rosso diretto (nemmeno fischiati) su Schiavi e Anderson, costretto a uscire dal campo per una botta alla testa. Negato anche un rigore agli ospiti, mentre il quarto gol dei padroni di casa era viziato da almeno due metri di fuorigioco. Ai vertici dell’AIA il compito di scegliere un arbitro bravo e che, eventualmente, sbagli in entrambe le direzioni.

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