Buonanotte granata. Battere il Benevento, poi confronto costruttivo

Buonanotte granata. Battere il Benevento, poi confronto costruttivo

E’ stata la settimana dei comunicati. Prima Mezzaroma che fa chiarezza, smentisce voci fantasiose e parla di accanimento, poi il Sindaco che- dopo mesi- si ricorda della Salernitana e ribadisce quanto detto dal patron, poi ancora gli ultras che, con toni duri, prendono posizione, infine la società che si dice pronta ad un confronto pubblico.

E’ stata la settimana dei comunicati. Prima Mezzaroma che fa chiarezza, smentisce voci fantasiose e parla di accanimento, poi il Sindaco che- dopo mesi- si ricorda della Salernitana e ribadisce quanto detto dal patron, poi ancora gli ultras che, con toni duri, prendono posizione, infine la società che si dice pronta ad un confronto pubblico. Sono stati sette giorni di fuoco, contraddistinti dalla caccia al colpevole e da una serie di sfoghi social sfociati spesso in atteggiamenti sbagliati e che non fanno onore ad una città, al contrario, tollerante e ben disposta al dialogo. In tutto questo marasma ci si dimentica che domani si gioca il derby con il Benevento e che una vittoria è fondamentale: almeno per 90 minuti è fondamentale remare nella medesima direzione perchè la rosa nel suo complesso è buona e perchè c’è uno 0-4 da vendicare a tutti i costi nel proprio stadio. Successivamente, ripartendo dalle osservazioni degli ultras e dal segnale di apertura della società, si faccia un passo in avanti: basta guardarsi indietro e limitarsi ad elencare le cose che non vanno, è tempo di sedersi a tavolino costruttivamente dialogando, confrontandosi, capendosi. Non certo augurando la morte attraverso i social e parlando male di tutto e tutti a prescindere: in questo modo la critica non è credibile. Si è capito ampiamente che la gente non è contenta del mercato, della programmazione, del settore giovanile, del marketing, del rapporto tra società e pubblico, del rendimento dei calciatori, dei prezzi e dell’assenza in settimana dei patron sul territorio. Rimarcarlo ogni due minuti non risolverà il problema. Ben venga, dunque, un incontro tra i dirigenti, i presidenti, i giocatori rappresentativi e quella fetta di tifosi che ama davvero la Salernitana. Che siano quelli sempre presenti o coloro che soffrono da casa pur nutrendo un sentimento autentico. Da questo caos generale si potrà uscire se si proverà a parlare, a capirsi, a confrontarsi con civiltà, intelligenza e con l’unico obiettivo di favorire la crescita della Salernitana. Viceversa sarà il solito vociare social che fa da cassa di risonanza a chi non sa nemmeno domani con chi giochino i granata.Le stesse persone che alle 23, comodamente dal divano, si collegheranno su facebook solo in caso di risultato negativo.

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