Calo spettatori, crollo al botteghino. E i diritti tv…

Calo spettatori, crollo al botteghino. E i diritti tv…

Chi pensa che la fuga dall’Arechi sia iniziata soltanto nelle ultime settimane si sbaglia di grosso. La diserzione “ufficiale” ha soltanto acuito una problematica colpevolmente sottovalutata dalla società nonostante le sollecitazioni e che rischia di creare una spaccatura non solo in curva, ma anche in tutti gli ambienti del tifo granata. I primi dati emblematici

Chi pensa che la fuga dall’Arechi sia iniziata soltanto nelle ultime settimane si sbaglia di grosso. La diserzione “ufficiale” ha soltanto acuito una problematica colpevolmente sottovalutata dalla società nonostante le sollecitazioni e che rischia di creare una spaccatura non solo in curva, ma anche in tutti gli ambienti del tifo granata. I primi dati emblematici c’erano stati già l’anno scorso: appena 10mila persone per il big match contro il Frosinone sei giorno dopo l’impresa del Partenio che, in altri tempi, avrebbe scatenato un entusiasmo senza precedenti. 12900 all’esordio col Palermo, prima di campionato nella stagione del centenario di domenica pomeriggio e dopo un mercato considerato da tutti ottimo per i play off. Addirittura duemila in meno per Salernitana-Verona, la sfida forse più attesa in assoluto e che, nel 2016-17, richiamò sugli spalti 20mila cuori granata. Ora il punto più basso della storia in cadetteria: in 2900 (ma, ad occhio, almeno mille in meno) hanno assistito in silenzio alla vittoria col Cittadella, contro il Venezia erano in 1700 abbonati compresi. E anche chi ha comprato il carnet in estate ha deciso di restare a casa: 3500 su 4100, grossomodo.

Il botteghino piange: sabato scorso, complice anche la politica dei prezzi popolari, sono stati incassati meno di 7000 euro che, al netto di SIAE, percentuale da dare al Comune e altre spese, hanno fatto intascare alla società il minimo assoluto. Forse un migliaio di euro in più per Salernitana-Venezia, roba da perdere il confronto anche con piazze di due categorie inferiori. E se si considera che i diritti tv aumentano e decrementano in base agli spettatori e al bacino d’utenza è palese che Lotito e Mezzaroma rischiano di dover registrare a bilancio un calo di oltre il 30% rispetto al passato. Basti pensare che, nel 2014-15, solo i tifosi portarono in dote qualcosa come 2 milioni di euro: in pratica metà stipendi furono pagati con gli introiti da stadio. Ed è prevedibile che contro Carpi e Cosenza le cose andranno ancora peggio, soprattutto ora che la classifica è più tranquilla e non lascia spazio al sogno promozione.

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