De Luca, parole fuori luogo e una domanda: cosa avevate promesso alla società?

De Luca, parole fuori luogo e una domanda: cosa avevate promesso alla società?

A distanza di tanti anni e dopo essersi occupato di tutto fuorche’ della Salernitana, ecco che il Governatore della Campania Vincenzo De Luca torna ad affrontare l’argomento battendo sul tasto che una città europea (?) debba avere una squadra di calcio in grado di lottare per il vertice e che l’amministrazione comunale non può far

A distanza di tanti anni e dopo essersi occupato di tutto fuorche’ della Salernitana, ecco che il Governatore della Campania Vincenzo De Luca torna ad affrontare l’argomento battendo sul tasto che una città europea (?) debba avere una squadra di calcio in grado di lottare per il vertice e che l’amministrazione comunale non può far altro che mettere a disposizione le strutture dimenticando che è stata la società a risolvere il problema del manto erboso, del sistema di drenaggio e del campo Volpe dopo lustri di peregrinare per la provincia a caccia di campi di allenamento. Se nei contenuti ci sono alcune dichiarazioni condivisibili, nei modi ci sarebbe tanto da dire. Se davvero De Luca- che li scelse a furor di popolo nel giugno del 2011- davvero volesse fare qualcosa per il bene della Salernitana potrebbe indire una riunione con Lotito, Mezzaroma e l’attuale Sindaco senza avvalersi di telecamere e giornali. Oggi ha parlato delle normative sulla multiproprietà e della sinergia tra Lazio e Salernitana dimenticando che gli stessi problemi c’erano anche quando preferì la proposta dell’attuale proprietà alle altre sei, obiettivamente meno solide sul piano economico. Il discorso del Governatore risulta poi poco credibile se, a margine di tutto, si ammette candidamente che non ci sono al momento alternative valide soprattutto sul territorio salernitano, avaro di imprenditori che vogliano contribuire alla crescita granata. A De Luca vorremmo chiedere a cosa si riferisce Lotito quando afferma che “abbiamo investito senza che nessuno ci desse niente in cambio. E non mi riferisco ai tifosi…”. Quando fu stretto l’accordo era stato promesso qualcosa alla proprietà? Non esistono benefattori nel calcio ed è evidente che un imprenditore investe laddove ha un ritorno in termini di immagine e di soldi. Che questo passo indietro sul famoso progetto triennale possa essere dettato da altri fattori?

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