E’ finito il grande bluff: una sessione fallimentare di Fabiani, Lotito e Mezzaroma

E’ finito il grande bluff: una sessione fallimentare di Fabiani, Lotito e Mezzaroma

Il grande bluff è finito. E ad ingoiare amaro sono soltanto i tifosi della Salernitana. Come ampiamente prevedibile soltanto fumo negli occhi, qualche voce messa in giro ad arte per paventare acquisti ed investimenti, arricchimento della casse societarie per mantenere il bilancio in attivo, zero euro spesi e una squadra assolutamente non all’altezza di competere

Il grande bluff è finito. E ad ingoiare amaro sono soltanto i tifosi della Salernitana. Come ampiamente prevedibile soltanto fumo negli occhi, qualche voce messa in giro ad arte per paventare acquisti ed investimenti, arricchimento della casse societarie per mantenere il bilancio in attivo, zero euro spesi e una squadra assolutamente non all’altezza di competere per la A. Tutto aggravato dal fatto che, nell’anno del centenario e dopo la pessima stagione scorsa, era obbligatorio e doveroso impegnarsi di più. Invece Lotito si è concentrato sul mercato della Lazio, di Mezzaroma non c’è traccia, Fabiani ha dovuto prima piazzare i calciatori presi in estate e che hanno fallito per poi completare il suo capolavoro: via l’unico attaccante che segna (di 28 anni), dentro un elemento di 10 anni più vecchio fermo da un anno, via Vitale e dentro un 34enne blindato con un triennale e che a Terni, in serie C, stava facendo piuttosto male. Nel mezzo il carneade Memolla e quel Minala che Lotito ha dato a Lotito in prestito e totalmente fuori condizione. Senza dimenticare i circa 3,5 milioni di euro incassati dalle cessioni, la presenza di due terzini destri su tre che a giugno andranno alla Lazio (Djavan Anderson voleva andare via) e la permanenza di giocatori mediocri per non dire scadenti che dovevano essere i primi ad andare via. Nemmeno per Zammarini, un modesto giovane di Lega Pro, è stato possibile chiudere e anche quello di Ceravolo sembra un grande bluff: se davvero si volevano investire 2 milioni c’era tempo e modo per trovare una valida alternativa per migliorare un attacco che non segna e che fa fatica. Non soddisfatte le richieste di Gregucci, della piazza, di chi stavolta ci aveva creduto. La Salernitana resta l’eterna incompiuta e la società ha chiarito finalmente che l’obiettivo non è quello da tutti auspicato. Le parole le porta via il vento, la gestione di questo calciomercato fa capire tutto e, si spera,fa aprire gli occhi anche a quella sparuta minoranza che fa finta di non vedere e rischia di accontentarsi del nulla per difendere una B che, a questi livelli, potrebbe garantire qualunque presidente. Ora i punti per la salvezza, poi si faccia tabula rasa e si decida cosa fare da grandi: rilanciare o metterla in vendita a un prezzo congruo. Perchè questa mediocrità serve solo ad agevolare la Lazio e a chiudere il bilancio in attivo.

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