Finale da sogno o eterna incompiuta: Salernitana, giù la maschera

Finale da sogno o eterna incompiuta: Salernitana, giù la maschera

Vincere per dare continuità al risultato positivo di martedì. Vincere per rientrare in zona playoff e lanciare un messaggio all’agguerrita  concorrenza. Vincere per mettere a tacere quella folta schiera di persone che non aspetta altro che una sconfitta per riproporre le solite teorie del galleggiamento alimentate da chi, in queste ore, se la canta e

Vincere per dare continuità al risultato positivo di martedì. Vincere per rientrare in zona playoff e lanciare un messaggio all’agguerrita  concorrenza. Vincere per mettere a tacere quella folta schiera di persone che non aspetta altro che una sconfitta per riproporre le solite teorie del galleggiamento alimentate da chi, in queste ore, se la canta e se la suona con i compagni di merenda perchè, per qualcuno, cinque minuti di notorietà contano più del bene della Salernitana. Vincere per dare un senso ad una stagione iniziata tra mille aspettative e con una squadra che mai ha potuto esprimersi con i propri interpreti. Tocca ai calciatori ripagare la fiducia delle quasi mille persone che hanno deciso di esserci a Perugia, una simbiosi fondamentale per coltivare quel grande sogno che nessun regolamento infrange a priori come testimoniato da precedenti incoraggianti e dalla deroga già ottenuta dalla proprietà nel lontano 2012. C’è chi vive di luce riflessa palesando povertà di argomenti, incoerenza e quasi frustrazione soprattutto quando la Salernitana vince o si danno notizie positive frutto di un lavoro e non certo di dettature, c’è chi invece anche oggi macinerà centinaia e centinaia di chilometri affinché sia il campo a parlare e non tromboni sfiatati che, qualche settimana fa, hanno spinto il pubblico a sottovalutare le potenzialità della rosa dando per certi arrivi di calciatori mai vicini a vestire la maglia granata, una sorta di strumentalizzazione che ha acuito il malcontento popolare. Perchè se parli di Dezi, Ceravolo, Sprocati, Messi e Cristiano Ronaldo giammai ad un passo dalla firma è evidente che il tifoso accoglie con freddezza Lopez e Calaiò o pensa che l’erba del vicino sia sempre più verde senza tener conto che le prime otto in classifica si sono mosse ancor meno sul mercato.

Che poi a gennaio si dovesse e potesse fare di più è evidente. Se davvero la società ha messo a disposizione quelle cifre è incomprensibile essersi ridotti all’ultimo minuto senza valide alternative pronte qualora fossero saltate le operazioni con il Parma. Ancora oggi ci chiediamo che faccia abbia Memolla e perchè Minala, che Lotito avrebbe potuto dare a se’ stesso molto prima, sia arrivato invece dopo 20 giorni e con 7 mesi di inattività sulle spalle, senza dimenticare la pessima gestione della vicenda Akpro da parte di ogni componente. Ora, però,  è giunto il tempo di guardare avanti. La squadra ormai è questa, l’allenatore sta facendo sicuramente meglio del suo predecessore pur commettendo qualche errore grossolano, lo zoccolo duro continua a crederci e la classifica permette di sperare ancora. Un ottavo posto potrebbe essere visto come una minestra riscaldata ed un remake del 2014, con la Salernitana fuori al primo turno in gara secca senza mai scendere in campo. Il fatto che poi le squadre siano 19 e non 22 alimenterebbe i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato con uno sforzo economico maggiore e una presenza diversa della società in città. I se e i ma, però, non danno punti nè segnano gol. Quei gol che oggi servono come il pane a Perugia per dare un senso a questo campionato sin qui mediocre e ben al di sotto delle aspettative e di quanto la piazza meritasse. Ci sono 11 gare per lanciare un segnale, serve il tradizionale filotto per qualificarsi ai playoff e in una posizione vantaggiosa. Tornare da Perugia senza punti o con un pareggio ridimensionerebbe di molto le quotazioni dei granata. E, chissà, potrebbe spingere qualcuno anche a guardarsi alle spalle alla vigilia della sfida con il Crotone che non è più l’armata Brancaleone vista all’andata. Un, due, tre…il conto alla rovescia è iniziato. Oggi  capiremo se sarà un finale da protagonisti o un girone di ritorno da eterna incompiuta in linea con le tre precedenti e mediocri stagioni cadette. Salernitana, giù la maschera!

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