Follia Lega Pro, penalizzato un salernitano…dal cuore granata

Follia Lega Pro, penalizzato un salernitano…dal cuore granata

Mentre il regolamento attuale vieterebbe ad un presidente facoltoso di guidare una società in serie A qualora un parente di quarto grado fosse proprietario di un club militante nella stessa categoria (una follia a tutti gli effetti), il calcio italiano continua ad andare a rotoli e la Lega Pro è l’esempio più lampante di caos

Mentre il regolamento attuale vieterebbe ad un presidente facoltoso di guidare una società in serie A qualora un parente di quarto grado fosse proprietario di un club militante nella stessa categoria (una follia a tutti gli effetti), il calcio italiano continua ad andare a rotoli e la Lega Pro è l’esempio più lampante di caos e disorganizzazione. Come se non bastasse quanto accaduto in un’estate sportivamente parlando vergognosa (e chi accusava Lotito di chissà quali strane manovre col Pro Piacenza sta rischiando di fallire), giorno dopo giorno aumentano le squadre estromesse per motivi di natura economica. Le prossime potrebbero essere Cuneo e Lucchese, una piazza storica della Toscana che, a luglio, aveva presentato in conferenza stampa l’ex tecnico della Salernitana Leonardo Menichini costretto, suo malgrado, a “fuggire” da un contesto totalmente disorganizzato. Ora è toccato al Matera: la città della cultura perde la sua squadra di calcio, penalizzata di una ventina di punti e ora definitivamente radiata. A farne le spese non solo quei 5-6mila tifosi che ogni domenica seguivano i colori biancazzurri con grande passione, ma anche quei calciatori che avevano sposato il progetto e che, a marzo, si ritrovano senza contratto dopo aver perso migliaia e migliaia di euro di stipendio.

Stiamo parlando di professionisti spesso giovani, che non hanno guadagnato tanto in carriera e che vivono difficoltà importanti nel quotidiano: dalla bolletta della luce all’affitto di casa, senza dimenticare le esigenze personali e familiari. C’è chi era andato via da tempo: Mariano Stendardo, altra vecchia conoscenza del calcio salernitano, decise di rescindere e di accasarsi alla Paganese. Inizialmente i tifosi avevano puntato il dito proprio contro i giocatori, per motivi ancora tutti da capire. Oggi la gente, a mente fredda, ha riconosciuto le vere responsabilità e applaudito un gruppo che, sul campo, stava onorando la maglia. Tra questi c’è il salernitano Luca Orlando, attaccante che in terza serie ha sempre segnato tanto in contesti non semplici dimostrandosi ragazzo serio, umile e desideroso di mettersi in mostra. Negli ultimi anni, per colpe non sue, non gli è andata benissimo e la sua speranza è quella di trovare quanto prima un’adeguata sistemazione per ripartire. Martedì sera, in compagnia del fratello Fabio, era all’Arechi per sostenere dal vivo la sua Salernitana e qualche tifoso gli ha chiesto se ci fossero possibilità di ricominciare proprio dalla sua città e da quella maglia granata che lo vide protagonista in B con una doppietta in campo esterno all’esordio. Del resto già in passato è stato vicino al ritorno, Fabiani lo stima, non occuperebbe posti nella lista over e sarebbe un’arma in più da sfruttare soprattutto per il suo entusiasmo e per il noto attaccamento alla maglia. In realtà sembra ad un passo la firma con il Renate.

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