Giusto così. Per la Salernitana, non per le promesse

Giusto così. Per la Salernitana, non per le promesse

Giusto così. Quanto accaduto oggi non è un segnale di incoerenza, quanto di intelligenza. Se la diserzione era stata messa in atto per spingere la società ad andare via non aveva più senso proseguire dopo le parole di Lotito e Mezzaroma che hanno detto pubblicamente che non la cederanno mai. E mentre in molti si

Giusto così. Quanto accaduto oggi non è un segnale di incoerenza, quanto di intelligenza. Se la diserzione era stata messa in atto per spingere la società ad andare via non aveva più senso proseguire dopo le parole di Lotito e Mezzaroma che hanno detto pubblicamente che non la cederanno mai. E mentre in molti si divertono sui social trincerandosi dietro nick trasformando facebook in uno sfogatoio che dovrebbe essere regolato da normative più severe, dieci persone ci hanno messo la faccia rinunciando alla giornata di lavoro e lasciando a casa le famiglie per andare a Roma per il primo vero confronto da 8 anni a questa parte. Una scelta coraggiosa, condivisibile. Un grande progetto futuro non può prescindere dalla salvezza della Salernitana (tutt’altro che scontata, se ne facciano una ragione i registi dei film di fantascienza) e, per conquistare il traguardo (non l’obiettivo, era ben altro), non si può prescindere dal pubblico.

E’ inutile ormai rimarcare che l’annata è stata fallimentare, che la dirigenza ha sbagliato molti acquisti, che Lotito e Mezzaroma hanno toppato nell’anno più importante, che gli allenatori sono stati modesti e che i calciatori non hanno affatto onorato la maglia. Il dietrofront non cancella nulla del giudizio totalmente negativo sull’operato societario dal ritorno in B ad oggi. Una catastrofe, sportivamente parlando. Ma non si torna sugli spalti per le promesse di Lotito: le chiacchiere le porta via il vento, a fine campionato ci metteremo tutti sulla sponda del fiume aspettando acquisti, investimenti e programmazione seria. Viceversa zero abbonamenti e necessità di un passaggio di consegne. Ad oggi non si poteva far altro che tornare sugli spalti, salvando il salvabile e prendendo atto della prima promessa pubblica che inizia con la prima lettera dell’alfabeto e che non è condizionata da regolamenti rivedibili, facilmente aggirabili e che non frenano nessuno.

Quelli che sui social stanno “massacrando” la curva (e che potrebbero anche dirlo ai diretti interessati dal vivo) sono gli stessi che si vantano in tutta Italia delle meravigliose coreografie di questi ragazzi che vivono per la Salernitana senza secondi fini, ma con un amore genuino che li ha spinti a mettersi in discussione, anche ad essere impopolari su alcuni aspetti. Ma profondamente innamorati del colore granata. Il muro contro muro non serviva a nulla. Nel rispetto delle scelte di ognuno (chi resta a casa non è meno tifoso di chi entra, nè chi entra può essere offeso da chi vive su facebook) sarà sicuramente tutt’altra musica sentire i cori del dodicesimo uomo.

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