Improta, lo 0-4, gli sfottò, l’invasione giallorossa: l’Arechi non deve essere vuoto!

Improta, lo 0-4, gli sfottò, l’invasione giallorossa: l’Arechi non deve essere vuoto!

Salernitana-Benevento è un derby meno sentito rispetto ad altri, ma sicuramente tremendamente importante in ottica classifica. A cospetto della squadra più forte e completa del campionato anche grazie all’assurda regola del paracadute, i granata dovranno disputare la classica partita perfetta e sfruttare il fattore casalingo pur consapevoli che lo stadio presenterà ampi spazi vuoti in

Salernitana-Benevento è un derby meno sentito rispetto ad altri, ma sicuramente tremendamente importante in ottica classifica. A cospetto della squadra più forte e completa del campionato anche grazie all’assurda regola del paracadute, i granata dovranno disputare la classica partita perfetta e sfruttare il fattore casalingo pur consapevoli che lo stadio presenterà ampi spazi vuoti in tutti i settori. Nessuna diserzione “ufficiale”, ma in tantissimi- abbonati compresi- hanno manifestato la volontà di guardare la partita comodamente in poltrona approfittando anche della diretta Rai. Chi, però, ha un pizzico di orgoglio sportivo non può certo lasciare che l’Arechi diventi una succursale del Vigorito a causa dell’invasione giallorossa: in duemila saranno nel settore riservato agli ospiti e potrebbero prendere il sopravvento se il clima sui gradoni fosse lo stesso di due settimane fa per la sfida con il Lecce. Al momento il dato prevendita è allarmante: 1700 tagliandi staccati nel Sannio, 670 a Salerno e nessuna coda presso le ricevitorie abilitate che, in giornata, sono state praticamente inoperose. Eppure di motivi per caricarsi ce ne sarebbero tanti: lo 0-4 dell’andata nel giorno di San Matteo anche a causa di torti arbitrali, lo sfottò di Improta- che qui faticava anche a stoppare un pallone- l’esultanza smodata dei “napoletani” Maggio, Insigne e Bucchi, Tello il ballerino sotto la Sud a Natale, il mancato saluto alla curva granata di Coda, attaccante forse sopravvalutato e che a Benevento è stato spesso fischiato anche in cadetteria a prescindere dai gol segnati.

Chi non ha memoria corta sa bene che stiamo parlando della sagra dell’ipocrisia e che questi rapporti così idilliaci non ci sono mai stati. Inutile rivangare i tempi degli scontri (davvero lontanissimi, per fortuna), ma nessuno ha dimenticato gli “sgarri” sul mercato del 2014, quella cavalcata del Benevento a danno della Salernitana favorita da alcuni episodi arbitrali e accompagnata dalle frecciatine di Brini, i gesti poco carini di alcuni supporters assiepati nei distinti ed in tribuna all’andata, quando in 2000 partirono da Salerno stravincendo la sfida a distanza anche sullo 0-4. Immaginiamo con dispiacere che clima ci sarebbe stato in questi giorni in un contesto diverso. Purtroppo non è così e la sensazione è che fino a fine anno si faticheranno a raggiungere le diecimila unità. Chi ci sarà, però, dovrà fare la differenza. Perchè a volte una “contestazione” può essere efficace anche essendo in migliaia sugli spalti e dimostrando con cori, passione e senso di appartenenza di meritare molto di più. Venerdì chi ha buona memoria trasformerà l’Arechi in una bolgia. La società ha fatto un piccolo passo rinviando la giornata granata e ringraziando pubblicamente lo zoccolo duro in conferenza stampa. La squadra ormai è questa e, al completo con un pizzico di positività in più, i play off può ancora centrarli. Occorrerà, però, contare sul fattore dodicesimo. E’ l’unico modo per colmare il divario tecnico.

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