“La Fabbrica” senza stipendio, si speculi meno sulla Salernitana

“La Fabbrica” senza stipendio, si speculi meno sulla Salernitana

“Peppe per Peppe…mi tengo a Peppe mio” recita un vecchio adagio, quanto mai applicabile all’attuale situazione di casa granata. I soliti noti a caccia di scoop inesistenti da tempo si divertono nell’accostare nomi di presunti imprenditori alla Salernitana dimenticando che il calcio, a Salerno, è vissuto in maniera molto seria, che le speculazioni non servono

“Peppe per Peppe…mi tengo a Peppe mio” recita un vecchio adagio, quanto mai applicabile all’attuale situazione di casa granata. I soliti noti a caccia di scoop inesistenti da tempo si divertono nell’accostare nomi di presunti imprenditori alla Salernitana dimenticando che il calcio, a Salerno, è vissuto in maniera molto seria, che le speculazioni non servono a nulla e che le trattative serie non nascono certo sulle pagine dei giornali. Di recente un noto imprenditore ha palesato la volontà di acquisire l’intero pacchetto azionario della Salernitana nominando De Luca (e non si è capito ancora a che titolo) e dichiarandosi pronto ad interloquire con Lotito e Mezzaroma. Oggi il portale ASalerno.it narra invece che “La Fabbrica”, centro commerciale facente capo al suddetto imprenditore, stia vivendo un periodo turbolento a causa dello sciopero dei dipendenti che lamentano il mancato pagamento degli stipendi. Non occorre aggiungere altro: nessuno mette in discussione la serietà di questi professionisti, la colpa probabilmente- e parliamo in generale- è di chi cavalca l’onda popolare a caccia di notorietà ergendosi a salvatore della patria pur di gettare benzina su un fuoco già bello caldo.

La verità vera è che l’attuale proprietà non ha nessuna intenzione di cedere, che la politica farebbe meglio a starsene da parte, che nessuno dal 2011 ad oggi ha mai concretamente pensato all’acquisizione della Salernitana e che, come ha detto il Governatore, “è utopistico pensare che un imprenditore salernitano possa manifestare interesse”. Con questo non stiamo dicendo che Lotito e Mezzaroma siano i migliori presidenti del mondo e che debbano restare a vita a Salerno: tutti noi saremmo ben lieti di accogliere imprenditori seri, facoltosi, magari di Salerno e innamorati della maglia. Fino a quel momento, però, si evitino speculazioni a danno di una tifoseria calcisticamente parlando già abbastanza confusa e delusa. E che, a sua volta, non deve commettere l’errore di credere anche all’asino che vola accecata dalla rabbia verso l’attuale presidenza.

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