La più grande sconfitta di Lotito e Mezzaroma

La più grande sconfitta di Lotito e Mezzaroma

Il punto più basso della storia della Salernitana. Forse un qualcosa di più grave anche dei due fallimenti targati Aliberti-Lombardi e dei trent’anni di fila in serie C. Alzi la mano chi avrebbe mai immaginato che l’anno che condurrà al centenario sarebbe stato quello della totale disaffezione della piazza non nei confronti della maglia, ma

Il punto più basso della storia della Salernitana. Forse un qualcosa di più grave anche dei due fallimenti targati Aliberti-Lombardi e dei trent’anni di fila in serie C. Alzi la mano chi avrebbe mai immaginato che l’anno che condurrà al centenario sarebbe stato quello della totale disaffezione della piazza non nei confronti della maglia, ma di chi la rappresenta. Se si pensa che l’Arechi si è svuotato per i risultati e per la classifica si è completamente fuori strada. Claudio Lotito e Marco Mezzaroma pagano a caro prezzo una gestione oculata sul piano economico, ma totalmente rivedibile per quanto riguarda l’aspetto emotivo. Non si poteva pretendere una risposta diversa dai salernitani dopo anni di allenamenti a porte chiuse, campagna marketing inesistente, offese, rinfacci, silenzio stampa e un clima di totale distacco tra la squadra di calcio e la sua gente. Sarà pur vero che i tempi sono cambiati e che tornare agli anni Novanta è utopistico e nostalgico, ma i 26mila di Salernitana-Lanciano o i 202mila spettatori dell’annata 2014-15 non sono poi cosi lontani ed è incredibile che la proprietà non si sia mai interrogata su questa progressiva fuga dagli spalti, forse appagata da altri introiti che rendevano meno influente il dato del botteghino. Quello del centenario era l’anno giusto per riconquistare le nuove generazioni, per diffondere il marchio ovunque, per essere presenti nelle scuole, per formare una Salernitana vincente, per acuire in tutti il senso di appartenenza.

Invece il 30 marzo vedremo uno stadio deserto, leggeremo una classifica anonima, osserveremo calciatori avanti con gli anni, già promessi sposi della Lazio o talmente mediocri da non far sperare in nulla di positivo che non sia una salvezza auspicabilmente tranquilla. Lotito, accolto trionfalmente, ha dimenticato i 12mila di Salerno Calcio-Monterotondo, i 22mila della festa con la Casertana (a pagamento!), i 3000 di Frosinone, i 10mila per un’amichevole in pieno agosto con prezzi stellari, quando c’era il ricatto del “farò la squadra se lo stadio sarà pieno”. Lo stesso Lotito che ha fatto passare il messaggio che la pressione della piazza è tra le cause delle sconfitte e dei rifiuti pur di giustificare acquisti sbagliati di chi, se soffre l’Arechi, farebbe meglio a cambiare mestiere. La corda è stata tirata troppo a lungo, si è spezzata e non poteva essere altrimenti. Che il loro ciclo si sia davvero concluso? Non si sa, ma di certo c’è che tra novanta giorni ci sarà il compleanno della Salernitana. E i presidenti potrebbero non essere invitati.

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