La proposta: urgono iniziative, perchè non presentare la squadra in città? Nel 2004 e nel 2007…

La proposta: urgono iniziative, perchè non presentare la squadra in città? Nel 2004 e nel 2007…

Non sappiamo ancora se la campagna abbonamenti riscuoterà successo o sarà un autentico flop, ma una certezza quest’anno c’è: stavolta la stragrande maggioranza della tifoseria aspetterà di capire attraverso il mercato quali siano le volontà di una società che, dal punto di vista dei prezzi, ha fatto un sensibile passo in avanti rispetto al recente

Non sappiamo ancora se la campagna abbonamenti riscuoterà successo o sarà un autentico flop, ma una certezza quest’anno c’è: stavolta la stragrande maggioranza della tifoseria aspetterà di capire attraverso il mercato quali siano le volontà di una società che, dal punto di vista dei prezzi, ha fatto un sensibile passo in avanti rispetto al recente passato, ma che deve assolutamente provare ad incentivare la gente 365 giorni all’anno e non solo in concomitanza della partita del sabato. Non aver presentato l’evento in conferenza stampa come avviene in quasi tutte le città italiane ha fatto storcere il naso a quella fetta di pubblico che continua a pensare- giustamente- che i tifosi torneranno ad affollare lo stadio non solo se arriveranno calciatori di un certo livello, ma anche e soprattutto se ci sarà una sorta di riavvicinamento tra la prima realtà calcistica cittadina e quei supporters che, da anni, sono abituati ad un silenzio stampa che serve a poco, ad allenamenti rigorosamente a porte chiuse, a risicati comunicati sul sito ufficiale e a qualche “frecciatina” presidenziale che cozza con l’atteggiamento diametralmente opposto ostentato su sponda biancoceleste, laddove ultras e gruppi organizzati non hanno certo assunto un comportamento esemplare dall’avvento di Lotito ad oggi. Nella speranza che le divise di quest’anno possano essere granata e non tendenti al viola come accaduto nel precedente campionato (e anche il nuovo kit di allenamento ha diviso i tifosi) e che possano essere messe in vendita dall’inizio dell’anno sportivo e non a metà girone di ritorno, ci facciamo promotori di un’iniziativa che, nella sua semplicità, potrebbe rivelarsi tremendamente efficace. Perchè non presentare la squadra nel cuore della città alla vigilia dell’esordio in campionato? In passato manifestazioni del genere hanno sortito un effetto clamorosamente positivo. Nel 2004, in un Vestuti popolato da 10mila persone in festa, si sancì la pace con il presidente Aliberti, si spinse Imborgia a chiudere “in diretta” qualche trattativa importante e, soprattutto, si ricreò in un minuto un clima di simbiosi che, alla lunga, risultò determinante per il raggiungimento della salvezza. Famiglie, donne e bambini colsero l’occasione per tornare nella storica curva dell’impianto di Piazza Casalbore incantando l’Italia intera con cori, sciarpate, fumogeni e coreografie, al punto che alcuni calciatori reduci dall’esperienza a Napoli sostennero che Salerno aveva potenzialità addirittura superiori.

Nel 2007 scenario diverso, ma analogo risultato. In piazza della Concordia, 24 ore dopo l’esordio in coppa Italia col Monopoli (vittoria per 2-0 dinanzi a cinquemila spettatori), furono in ottomila a trasformare le strade cittadine in una succursale della Sud applaudendo Lombardi, conoscendo il nuovo socio Murolo e inchinandosi a Re Artù Di Napoli e al capitano Luca Fusco. Nella circostanza fu anche presentato l’inno ufficiale della stagione 2007-08, un bagno di folla incredibile sotto gli occhi del Sindaco De Luca, di vari esponenti dell’amministrazione comunale locale e del direttore generale Angelo Fabiani che, chissà, ricordando quella magica serata potrebbe davvero riproporre una iniziativa del genere. Risultato? In entrambi i casi il post presentazione fu seguito da una vera e propria caccia all’abbonamento: basti pensare che nell’agosto di 11 anni fa si passò in una settimana da 1430 carnet sottoscritti ad un totale di 5500, “tanta roba” per la serie C. Senza dimenticare i tanti cartelloni pubblicitari affissi in città ed in provincia raffiguranti l’esultanza dei calciatori granata sotto la curva Sud, un tam tam mediatico alimentato anche dalla collaborazione con le emittenti locali e dalla presenza fissa dei tesserati nei salotti televisivi. Sarebbe bellissimo iniziare il campionato del centenario con migliaia di tifosi uniti sotto un’unica bandiera, con città e provincia coinvolte al massimo, con i calciatori che capirebbero ancora di più cosa significhi giocare a Salerno. Erano in 3mila per il compleanno di Sua Maestà, in 350 per la prima breve sgambatura stagionale. Immaginatevi Santa Teresa, di sera, aperta al pubblico per far sfilare sul palco la Salernitana versione 2018-19….

 

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