Lo zoccolo duro non molla e rilancia. Celeste il simbolo della curva

Lo zoccolo duro non molla e rilancia. Celeste il simbolo della curva

Altro che diserzione! Lo zoccolo duro rilancia e ha deciso di sostenere la Salernitana a prescindere dalle rispettive e rispettabili prese di posizione sulla società. UMS, Nuova Guardia, Centro di Coordinamento, Salerno Club 2010, Mai Sola, la provincia e buona parte dei 4100 abbonati saranno presenti sugli spalti anche venerdì sera contro il Benevento per

Altro che diserzione! Lo zoccolo duro rilancia e ha deciso di sostenere la Salernitana a prescindere dalle rispettive e rispettabili prese di posizione sulla società. UMS, Nuova Guardia, Centro di Coordinamento, Salerno Club 2010, Mai Sola, la provincia e buona parte dei 4100 abbonati saranno presenti sugli spalti anche venerdì sera contro il Benevento per spingere la Salernitana verso una vittoria che permetterebbe almeno di ritrovare un pizzico di serenità dopo settimane difficili e ricche di tensione. Che il boom di vendite nel Sannio abbia scosso anche il popolo di fede granata? Possibile, del resto era prevedibile che i duemila biglietti a disposizione della torcida giallorossa sarebbero stati polverizzati. Ad ora appena 5000 presenze sono state assicurate dal pubblico locale e sul web in centinaia hanno rilanciato il tormentone “diserzione” ribadendo la necessità di trovare una linea unanime utile a dare una scossa a tutto l’ambiente. Alla fine, però, gli ottomila “innamorati a prescindere” canteranno e sosteranno il cavalluccio marino rimandando a fine stagione qualsivoglia contestazione civile. La foto che vi mostriamo raffigura due colonne della curva Sud: Marcello Panico, uno di quelli che pensa che la maglia venga prima di tutto e non vada mai abbandonata, e la mitica Celeste Bucciarelli del club Le Fedelissime. Nonostante il freddo e le difficoltà logistiche, Celeste era anche a Padova e non riesce a fare a meno della sua Salernitana. E’ per questa gente che la squadra deve gettare il cuore oltre l’ostacolo. E’ per questo che la guerra interna non serve a nessuno: chi non vuole esserci è liberissimo di farlo, ma chi ci sarà merita lo stesso rispetto e la medesima considerazione. Tante persone rappresentative hanno deciso di esserci. E non è detto che non possa rivelarsi la scelta vincente.

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