Lotito: “Nessun contrasto con la Salernitana. Pronto a lavorare per portare il Bari in alto”

Lotito: “Nessun contrasto con la Salernitana. Pronto a lavorare per portare il Bari in alto”

2 milioni di euro per risalire immediatamente tra i professionisti, incontro con il Sindaco di Bari nella giornata di ieri, Alberto Bollini individuato come responsabile dell’area tecnica (ma ci sono tanti altri candidati per la panchina), la collaborazione di alcuni colleghi di A con i quali ha instaurato negli anni un ottimo rapporto, la volontà

2 milioni di euro per risalire immediatamente tra i professionisti, incontro con il Sindaco di Bari nella giornata di ieri, Alberto Bollini individuato come responsabile dell’area tecnica (ma ci sono tanti altri candidati per la panchina), la collaborazione di alcuni colleghi di A con i quali ha instaurato negli anni un ottimo rapporto, la volontà di riportare i biancorossi in serie A valutando successivamente cosa fare con la Lazio. E’ questo, in estrema sintesi, il progetto di Claudio Lotito che, anche per legami di parentela, è pronto a costituire “La Bari”. Buona parte della tifoseria pugliese lo ha indicato, tra le tante cordate che si sono presentate, come il più affidabile, ma il Sindaco sta facendo delle valutazioni più approfondite legate non solo alla solidità economica dei “concorrenti”, ma anche a tutte queste normative che rischierebbero di creare totale confusione in tre società diverse. Se a Salerno preferisce non proferir verbo, con i colleghi pugliesi Lotito sta parlando di tutto e con tutti. Gli ultimi, in ordine cronologico, ad intervistarlo sono stati i giornalisti di Antenna Sud con i quali si è soffermato per oltre un’ora dichiarando in estrema sintesi quanto segue: “Non ci sarebbero assolutamente contrasti con la Salernitana.  C’è una normativa chiara che prevede che una squadra dilettantistica possa tranquillamente approdare nel professionismo. Il problema sorge soltanto con due club nello stesso campionato. In quel caso avrei 90 giorni di tempo per scegliere quale società vendere. Non ha senso farsi ingessare per paura di rompersi una gamba. So solo che c’è un’organizzazione totale da portare avanti: dall’allenatore al direttore sportivo, passando per gli investimenti che servono per allestire la squadra. L’impegno con La Bari stimola al 120% perchè ritengo ci siano le condizioni per fare bene in una piazza molto legata alla sua squadra di calcio. I risultati parlano per me. A Roma c’era la Lazio che stava fallendo e oggi vende due giocatori all’anno e ne prende 4 più bravi senza mai prendere un euro, a Salerno ho ripreso marchio, colore e denominazione sociale. A me piacciono le sfide, ritengo sia da bocciare l’idea dell’azionariato popolare. Ora mi devo rimboccare le maniche e lavorare per il Bari che merita tanto”

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