“Pagare moneta vedere cammello”: flop abbonamenti, i primi dati ufficiali

“Pagare moneta vedere cammello”: flop abbonamenti, i primi dati ufficiali

Se negli anni scorsi i primi giorni di campagna abbonamenti erano stati contraddistinti da una vera e propria corsa al botteghino a prescindere dalla squadra allestita, dalla categoria di appartenenza e dagli obiettivi stagionali, stavolta la città di Salerno ha deciso di assumere un atteggiamento di “attesa”. Per la prima volta dal 2011 ad oggi,

Se negli anni scorsi i primi giorni di campagna abbonamenti erano stati contraddistinti da una vera e propria corsa al botteghino a prescindere dalla squadra allestita, dalla categoria di appartenenza e dagli obiettivi stagionali, stavolta la città di Salerno ha deciso di assumere un atteggiamento di “attesa”. Per la prima volta dal 2011 ad oggi, infatti, sono i tifosi ad essere in credito con la società ed è comprensibile si vogliano capire anzitutto le intenzioni di Lotito, Mezzaroma e Fabiani prima di mettere mano alla tasca e dare fiducia a scatola chiusa ad una Salernitana che, al momento, è ancora un cantiere aperto e scoperta nei ruoli più delicati. Partire per il ritiro senza bomber, senza portiere, senza regista e con tanti giovani di belle speranze- e a basso costo- non ha certo alimentato il clima di entusiasmo, del resto (derby a parte) tutta la gestione Colantuono è stata contraddistinta da un’autentica fuga dall’Arechi e da una media spettatori inferiore a quella dei campionati giocati in serie C. E così non sorprende affatto che le prime 24 di campagna abbonamenti abbiano lasciato in eredità un numero bassissimo: appena 86 persone sono andate all’Arechi per sottoscrivere il voucher, altre cinque lo hanno caricato sulla tessera del tifoso, numeri irrisori per una tifoseria come quella granata che, esattamente un anno fa, si recava in 500 unità superando problemi organizzativi come l’apertura di due soli sportelli, orari caldissimi che scoraggiavano anziani e persone con salute cagionevole e prezzi non altissimi, ma equi se rapportati alle 2 giornate granata (unico caso in B) e al successivo “spettacolo” offerto sul campo da una squadra che, se non fosse stato per Minala al 96′ e un paio di rimonte super, avrebbe vissuto tutta la stagione in un clima di freddezza che cozza con una passione che non può e non deve essere sopita. La dirigenza ha abbassato il costo dei carnet: 125 euro per la curva è un affare a prescindere se varrà per 17 o 19 partite, anche il pacchetto famiglia e la volontà di venire incontro alle donne e ai tifosi con i capelli bianchi merita un plauso. Anche stavolta, mercato a parte, si poteva però fare di più presentando, ad esempio, la campagna abbonamenti in conferenza stampa o nel cuore della città abbinandola ad una convinta operazione marketing che coinvolgesse giovani e provincia. Decisamente alti, invece, i prezzi dei singoli biglietti: Mezzaroma ha detto di non voler “venire incontro agli occasionali”, in realtà con questo calcio spezzatino tantissime persone possono e devono sentirsi libere di scegliere se poter venire o meno allo stadio in base agli impegni lavorativi. E 25 euro di tribuna azzurra, per una famiglia, significa mandare in fumo buona parte di stipendio…

FONTE FOTO INTERNET

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