Però pagano gli stipendi…

Però pagano gli stipendi…

Non lo capiamo. Stavolta veramente è incomprensibile. Come si può mai decidere di disertare in una condizione del genere. E’ vero che la Salernitana ha perso cinque partite su sette in casa, che Djuric è la brutta copia di Chianese, che le maglie sono viola, che le squadre del settore giovanile perdono anche quando l’avversario

Non lo capiamo. Stavolta veramente è incomprensibile. Come si può mai decidere di disertare in una condizione del genere. E’ vero che la Salernitana ha perso cinque partite su sette in casa, che Djuric è la brutta copia di Chianese, che le maglie sono viola, che le squadre del settore giovanile perdono anche quando l’avversario non si presenta,  che Micai sbaglia uscita anche in autostrada, che l’ultima apparizione in trasferta dei patron risale al ritiro di Fiuggi in serie D e che la zona retrocessione è più vicina di quella promozione, ma in fondo anche questo mese sono stati pagati gli stipendi e c’è poco da preoccuparsi. Il famoso campionato dei bilanci, quello che anche Lombardi millantava di aver vinto prima di ritrovarsi al tavolo con una panciuta sagoma proveniente dall’America (?) che parlava di alberghi sottomarini per poi chiedere 2 euro in prestito per comprare il biglietto del treno per Pontecagnano. “Meritate lui” sostengono i seguaci della società, una sorta di ricatto morale secondo il quale non bisognerebbe auspicare un’inversione di tendenza soltanto perché nel recente passato napoletani dalle lacrime di coccodrillo o esperti di quotazioni in borsa hanno fatto decisamente peggio. Tutto sommato per il centenario ci hanno fatto tanti bei regali. Ceravolo? A che serve, abbiamo patrimonializzato con Jallow che, perdendo il passaporto, aveva fatto l’unica cosa buona di questa stagione. Purtroppo è stato ritrovato e la folta chioma bionda compone con Vuletich e Djuric un terzetto che resterebbe in panchina anche nelle partitelle del giovedì tra amici al Parco San Matteo. “Segnare è un mio compito fino a un certo punto” ha chiarito alacremente il bosniaco. Già, perché un attaccante pagato 2 milioni di euro su indicazione dell’ex allenatore mica deve segnare?! Quest’anno abbiamo imparato anche questo: conta favorire le sovrapposizioni delle mezz’ali e giocare di sponda in ripartenza, che poi a porta vuota regali il pallone ai sediolini rossi della tribuna non fa nulla.

E poi ci sono i fattori imponderabili. Chi poteva immaginare che Calaiò (addirittura più anziano di Minala) potesse infortunarsi dopo appena 7 mesi di inattività? Si avvicina la partita con lo Spezia, speriamo che gli scada la promozione per gli SMS gratuiti e che non abbia credito per ricaricare. Ah no, impossibile: la società paga gli stipendi. C’è poi Di Gennaro, lo specchietto per le allodole che Lotito ha dato a Lotito dopo aver litigato con Lotito sperando che Lotito vendesse 500 abbonamenti in più. Il suo entusiasmo al momento della firma è paragonabile a quello degli attaccanti quando Casasola arriva sul fondo per crossare. Al buon Davide sarà intitolata la nuova sala medica del Mary Rosy, lui che sin qui ha visto l’Arechi soltanto affacciandosi al balcone del reparto ortopedia del Ruggi. Anche a lui pagano lo stipendio, pare di 50mila euro al mese: in fondo, tra cerotti, medicazioni, terapie, benedizioni a Lourdes, fasciature preventive e imballaggi con la scritta “Fragile” forse sarebbe il caso di aumentargli l’ingaggio. C’è poi il centrocampo tutto di colore: voci di corridoio dicono che si prendono tanti gol su palla inattiva perché, quando Odjer, Akpa e Minala si avvicinano, i componenti della barriera le due mani le mettono dietro e non davanti. Anche loro percepiscono lo stipendio: per fare la doccia servono tre pantofole e non due, i costi aumentano e la puntualità della proprietà fa la differenza anche sotto questo aspetto. Per fortuna, però, che c’è Gregucci, uno che è stato esonerato anche a Pc Calcio e che in Nazionale era sotto accusa per aver posizionato male alcuni birilli. Se ci limitassimo ad analizzare solo la prima partita avrebbe una media punti invidiabile, poi la squadra ha iniziato ad assimilare le sue idee e ha deciso di anticipare la Pasqua facendo resuscitare tutti gli avversari.

Ad ogni modo siamo riusciti a contattare Lotito per un commento sulla situazione che rischia di precipitare: “Avete i vizi da generali e la paga da soldato. Non è colpa nostra se il mercato di gennaio non ha dato le risposte che volevamo. Lopez era un buon terzino, ora quando crossa fa ridere: evidentemente ci hanno dato Massimo, non Walter. Su Calaiò avevamo avuto ampie rassicurazioni dal responsabile del reparto geriatria. Dicono che non facciamo iniziative, invece siamo sempre pronti a sposare cause benefiche: chi avrebbe garantito uno stipendio a Memolla? Ci sono fattori imponderabili, ma siamo pronti a festeggiare il centenario perché conosciamo benissimo la storia: Olimpico aperto a tutti e una bella aquila che vola nel cielo. Ah, non è la festa della Lazio? E che tiene da festeggià la Salernitana, ha fatto 99 anni di serie C e solo grazie a me e mio cognato oggi parlate di calcio e non di pallone. Se non vinciamo è colpa della pressione”. Già, la pressione che sta salendo a tutti i tifosi da quattro anni a questa parte. Con 150 calciatori cambiati, 20 allenatori, 256 infortuni e la perenne mancata qualificazione ai play off. Però pagano gli stipendi

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