Pioli, parole d’amore per Salerno

Pioli, parole d’amore per Salerno

Aver lavorato in piazze prestigiose come quelle di Bologna, Parma, Firenze, Roma e Milano non gli ha fatto dimenticare le sue origini calcistiche, lui che deve tanto alla Salernitana, ma che allo stesso tempo ebbe il merito di lavorare nel migliore dei modi in uno dei campionati più difficili della storia. Dopo la retrocessione in

Aver lavorato in piazze prestigiose come quelle di Bologna, Parma, Firenze, Roma e Milano non gli ha fatto dimenticare le sue origini calcistiche, lui che deve tanto alla Salernitana, ma che allo stesso tempo ebbe il merito di lavorare nel migliore dei modi in uno dei campionati più difficili della storia. Dopo la retrocessione in serie C, il presidente Aniello Aliberti in diretta televisiva annunciò la firma del tecnico Ezio Capuano, 24 ore dopo fu il compianto direttore sportivo Carmine Longo a convincere il patron a puntare su un mister giovane, senza esperienze tra i professionisti, ma che aveva fatto benissimo con la Primavera del Chievoverona. Stefano Pioli accettò volentieri firmando, come spesso fatto in carriera, un contratto annuale. Il destino gli permise di ritrovarsi in serie B in virtù del blocco delle retrocessioni, l’esordio da brividi in coppa contro il Napoli (0-0 e granata superiori sotto ogni aspetto) confermò che avesse idee, entusiasmo e spalle larghe per affrontare quell’avventura. Fino a febbraio una squadra forte, ma incompleta fece sognare la piazza: indimenticabili le vittorie contro Cagliari, Palermo e Torino che alimentarono il sogno promozione. Poi il crollo di marzo, con sei sconfitte di fila, il ko al 94′ ad Avellino e 10 gare senza successi che tuttavia non fecero mai vacillare la sua posizione.

Alla fine la Salernitana ottenne la salvezza e i tifosi gli dedicarono uno striscione riportante la scritta “Hai allenato con onore, Stefano Pioli grazie di cuore” sostenendo fosse stato un grande uomo e uno splendido professionista. In sala stampa, dopo lo 0-0 col Vicenza che sancì la salvezza, annunciò la volontà di andar via, ma Salerno gli è rimasta nel cuore. Ieri ha incontrato a Roma gli esponenti del club “Colosseo Granata” e ha ricordato con affetto e un pizzico di nostalgia quell’anno sulla panchina granata soffermandosi sulla curva Sud, sull’importanza della spinta dell’Arechi e su due colonne storiche del tifo come il “Vichingo” e “Il Poeta”. La foto che vi mostriamo lo ritrae con la sciarpa granata, chissà non possa essere tra gli ospiti d’eccezione per la festa del centenario.

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