“Puzzate di pesce”: gli sfottò dalla Nord. Ma i granata stravincono la gara del tifo

“Puzzate di pesce”: gli sfottò dalla Nord. Ma i granata stravincono la gara del tifo

3000 salernitani all’andata nel giorno del Santo Patrono e con una dotazione di biglietti irrisoria rispetto alla richiesta, 1500 beneventani ed ampi spazi vuoti in curva Nord pur giocandosi un derby decisivo per la promozione diretta. Nessun sold out, tifo piuttosto freddo fatta eccezione per il boato liberatorio finale e per il sospiro di sollievo

3000 salernitani all’andata nel giorno del Santo Patrono e con una dotazione di biglietti irrisoria rispetto alla richiesta, 1500 beneventani ed ampi spazi vuoti in curva Nord pur giocandosi un derby decisivo per la promozione diretta. Nessun sold out, tifo piuttosto freddo fatta eccezione per il boato liberatorio finale e per il sospiro di sollievo tirato dopo il consueto “aiutino”. Se poi si contano le offese verso Salerno ” che puzza di pesce”- frase detta più volte durante il riscaldamento da uno sparuto gruppo di supporters giallorossi- è evidente che quella dell’amicizia tra le due tifoserie è sempre stata una ipocrisia. Hanno festeggiato con il tradizionale “Salta Salta lo stregò” in quello stadio che ha sempre riservato dispiaceri e malumori, merito di un Abbattista determinante con le sue decisioni a senso unico. Sul piano del tifo, però, non c’è stata storia. Gli 8500 dell’Arechi hanno sostenuto e spinto la squadra dal primo al novantacinquesimo e il “Despacito” granata intonato al momento dell’ingresso in campo è stato decisamente da brividi. Il pubblico salernitano ha tenuto fede alla promessa: amore incondizionato per la maglia e voglia di crederci fino alla fine sperando di dare un calcio alla crisi. Purtroppo è arrivata la quarta sconfitta interna su cinque, ma se contasse solo il fattore tifo la Salernitana avrebbe stravinto senza se e senza ma. Non è mancata anche la contestazione: circa 150 persone hanno urlato contro società e dirigenza all’esterno della tribuna manifestando disappunto con civiltà, ma tutto l’Arechi ha intonato il coro “Lotito vattene” non appena l’arbitro ha fischiato la fine. Anche Micai è stato invitato a lasciare Salerno: non accettate le scuse del portiere.

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